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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume II - M-Z
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1899, pagine 2200

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Passo
   Cammino arduo, difficoltoso, pericoloso; Inf. il, 12.-15. Passo del perdono, vale II luogo appiè della scala per cui si sale ad uno dei cerchi superiori del Purgatorio, dove sta l'Angelo che cancella dalla fronte del Poeta uno dei segni de' sette peccati mortali; Purg. xiii, 42. Così intendono i più. Altri diversamente. Lan. : « Innanzi che tu giungili ad essere beato, cioè alla morte dello autore. » - Così alla lettera VOtt. - Cass.: « Ad finem huius circuii. » - Benv. : « Circa finem secundi circuii ante remissionem invidite, et remotionem fien-dam ab angelo. Et non vult aliud dicere nisi, antequam exeas istum circulum audies voces alias resonantes contrarium in aere. »
   16. Per il passo forte che tira a sè l'anima del Poeta, Par. xxn, 123, i più intendono La difficile impresa di descrivere le alte cose del Paradiso (Benv., Lomb., Ces., Tom., Br. B., Frat., Greg., Andr., Bennas., Camer., Frane., Witle, Com., ecc.), altri II salire alla contemplazione di Dio (Buti), La morte ( Veli., Boi., Perassini, Bl., ecc.), L'alta e difficile impresa di passare scrivendo dal sensibile all'insensibile (Dan., Vent., ecc.), Il maraviglioso trionfo di Cristo (Bìag.), ecc. I commentatori primitivi (Lan., Ott., Petr. Dant., Cass., Falso Bocc., ecc.) non danno veruna interpretazione. Benv.: « Al passo forte, idest, ad arduam materiam, che a sè la tira, idest, quas nunc sibi occurrit describendam ; et merito dicit: passo forte, quia hic est finis omnium rerum. Describit enim in sequentibus ec-clesiam Dei triumphantem, et totam coelestem curiam usque ad Deum. » - Buti : « A passare e montare a la contemplazione d'Iddio, e dire di lui quanto a me fia possibile; la quale cosa tira l'anima mia a sè. » An. Fior., Serrav., Land., Tal., ecc., tirano via da questo verso. - Veli.: « Intende del passo, per lo quale l'anima si debbe divider dal corpo, eh'è molto forte, perchè Ultimimi terribilium est mors. » - Dan. : « All' alta et difficile impresa, come è questa da passar (scrivendo) dal sensibile mondo, ad ea quee oculus non vi-dit, nec auris audivit, nec in cor hominis ascendit, il qual passo forte tira ia sua anima a sè, cioè tutta la sua mente a ciò fare. »
   17. Il doloroso passo, al quale furono menati Francesca da Rimini ed il suo amante, Inf. v, 114, è secondo gli uni la morte violenta e dannazione eterna, secondo altri il punto da lasciarsi vincere dalla passione, che fu poi cagione ad essi di dolore. I più antichi (Ba inbgl.} An. Sei., Iac. Dant., Lan., Ott., Petr. Dant., Cass., ecc.) taciono. - Bocc. : « Passo della morte. » - Benv. : « Al doloroso passo, scilicet mortis violentai et infamis, ubi fueruntturpiter jugulati.»-Buti : « Passo dall'amore onesto al disonesto, e dalla fama all'infamia, e dalla vita alla morte. Del quale passo da dolerne è fortemente, pensando come l'uomo cade agevolmente dalla virtù al vizio, per la debilità umana. » - Barg.: « Da onesto amore a disonesto, da