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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume II - M-Z
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1899, pagine 2200

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Passo 1447
   sus, quibus nox incedit sicut et dies, et tunc ibant paribus passibus, quia erat sequinoctium. » - Buti: « I passi s'intendono l'ore, sicché la notte era sallita dall'oriente due ore. » - An. Fior.: « Chiosa cosi qui alcuno, che la notte va co' passi suoi verso il suo termine come il sole, ciò è come il dì; et questi passi vuol dire che sieno l'ore, che sono 24 fra'1 dì e la notte, però che, come dice il Filosofo: Tempus est mensura motus ; et a questo modo intendendo, seguirebbe che, se la notte avea fatti due passi, et già il terzo declinava, ch'egli era presso alle tre ore di notte; ma quello che più pare conformarsi alla intenzione dell'Auttore, è quello che scrive Ma-crobio che dice, la notte essere distinta in sette parti, e questi sono i sette suoi passi. La prima parte è detta Crepuscolo; la seconda Conticinio; la terza Gallicinio, la quale volgarmente si dice il primo sonno; la quarta Intempesto; la quinta Gallicantu ; la sesta Matto-tino; la settima ed ultima Diluculo, ovvero Aurora; sì che, secondo questa sposizione, egli era primo sonno. » - Serrav. : « Et nox de passibus, idest horis (nam hore dicuntur passus noctis et diei), cum quibus ascendit, fecerat duos in loco ubi eramus, et tertius iam inclinabat infra alas, idest quasi finiebat (vult dicere auctor, quod erat quasi tertia hora noctis : tunc tempore erat equinoctium, et quia Dantes erat studiosus homo, multum vigilabat: ita quod, licet tunc nox esset duodecim horarum, tamen ipse vigilabat de sero per tres horas in studio). » - Veli. : « I passi de la notte intende l'hore ; adunque erano già due hore di notte. » - E delle ore intendono pure Tal., Dolce, Dan., Vent., Perazzini, Dionisi, Ces., Bontà, Anto-nelli, Br. B. e moltissimi altri moderni. Diversamente Veli. .-«Descrive l'hora de l'aurora, intendendo i passi con che la notte sale per le vigilie.... Dicendo adunque il Poeta, che la notte havea de' passi, con che sale, fatti due, e che '1 terzo chinava già le ali in giuso, intenderemo che havea passato le due prime vigilie, et era già presso al fine de la terza. Restava de la notte poco più de la quarta vigilia, et era quella de la mattina. » Seguono il Vellutello Rosa Morando, Lomb., Bogg., Biag., Berticari, Aroux, Barlow, ecc. - Altri per i passi con che la notte sale intendono le costellazioni (Mo-sotti, Fratic., Camer., ecc.), altri altro ancora. L'interpretazione del verso è ancor sempre dubbia.
   12. A maggiore ed a minor passo, per Ad alta ed a bassa voce; Burg. xx, 120. - Dan.: « Altri dice basso, altri forte, ed altri gridando. » - Benv. : « Nunc ad altiorem, nunc ad bassiorem vocem. » -Buti: « Secondo la materia maggiore e minore, de la quale noi parliamo: imperò che, secondo la materia, si muove l'affezione dentro. » - 13. Passo che faccia il secol per sue vie, vale Cosa alcuna che nel mondo succeda; Purg. xxx, 105. - 14. Alto passo, per