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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume II - M-Z
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1899, pagine 2200

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a cura di Federico Adamoli

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   Passaggio-Passeggiare 1443
   temente di un bel toro che Poseidone aveva fatto sortire dal mare, dal qual mostruoso commercio nacque il Minotauro; cfr. Apollod., ih, 1, 2 e seg. Ovid., Ars am. i, 2, 295 e seg. Roscher, Selene und Verwandtes, Lip., 1890. È ricordata come esempio di lussuria Purg. xxvi, 41.
   Passaggio, da passare, basso lat. passaticum, Il passare da un luogo ad un altro; Inf. xxvii, 18. Purg. ir, 96.
   Passare, prov. passar, frane. passer, spagn. pasar ; etim. incerta; secondo alcuni dal basso lat. passare, formato da passus, secondo altri frequentativo dal lat. pandere, part. pass, passus (cfr. Diez, Wòrt. i3, 308), Verbo att., neut. ass. e pass, che importa moto per luogo. È adoperato nella Div. Com. Al volte, 29 weWInf. (i, 21, 95; ili, 51, 92, 127; iv, 65, 109; vi, 3!, 39; vili, 21, 101, 129; ix, 81, 133; xi, 14; xvi, 5; xvii, 2; xviii, 30, 88; xx, 82; xxi, 64;
   xxiii, 120; xxvii, 133; xxx, 46; xxxil, 19; xxxm, 91, 138; xxxiv, 93, 110), 12 nel Purg. (xi, 106, 131 ; xm, 28, 33; xiv, 33; xvi, 118;
   xxiv, 128; xxviii, 34, 71; xxx, 84, 143; xxxi, 26) e 6 volte nel Par. li, 16, 87; vi, 50; vii, 90; xxi, 116; xxiii, 24). Tra i varii significati di questo verbo sono da notarsi: 1. Passare, per Andare, o Andare innanzi, o Proseguire a andare; Inf. ni, 51. Purg. xxiv, 128, ecc.-
   2. Detto di viaggio marittimo; Par. n, 16.-3. Per Andar oltre un dato punto nel leggere o recitare o cantare; Purg. xxx, 84.-4. Per Tralasciare dicendo; Par. xxiii, 24. - 5. Passare innanzi, fig. per Progredire nella morale perfezione; Purg. xxxi, 26.-6. Passare la strada, il fiume, ecc., vale Andare da una banda all'altra di essi; Inf. vili, 21.- 7. Passare un luogo, vale Passar per quello; Vit. N. xli, 42. -8. Passare per Sopportare, Soffrire; Par. xxi, 116.- Fanf. : «In alcune locuzioni, come nota il Gradi, il verbo Passare vuol dire Soffrire, formato quasi dal partic. passus del verbopatior, che Dante disse in italiano passo ; e di qui le frasi Passar burrasche, peripezie, batoste, per Sopportarle, Soffrirle; e anche è comunissimo il sentir dire per esempio da una donna che sia stata per molto tempo maltrattata dal marito: Creda, ce n'ho passate di quelle da non si credere. »
   Passeggiare, spagn.pasear, dal lat.passus, it.passo: 1. Andare a pian passo per suo diporto, o per far del moto; Inf. xxxii, 77. Purg. vii, 59 ; xxiv, 71 ; xxxii, 31. - 2. Trasl. Girar gli occhi di su e di giù, di qua e di là per le parti di un obbietto; Par. xxxi, 46.-
   3. Passeggiare anzi a chicchessia o a checchessia, per Vagheggiare, Porsi al servizio e precedere, come fanno i servitori i loro padroni ; Purg. xxxi, 30, luogo di interpretazione dubbia. Lan. : « Quali vir-
   92. — Enciclopedia dantesca.