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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume II - M-Z
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1899, pagine 2200
1438
voce, sommessamente; Purg. xx, 118.- 3. Parlare d'una cosa, o d'una persona, vale Ragionare, Tener discorso intorno ad una cosa, o ad una persona; Par. xx, 112.-4. Parlare non intero, per Dire incompiutamente; Cam. : « Le dolci rime d'Amor, ch'io solia,» v. 43. - 5. Parlare profondo, fig. per Parlare con alti concetti che passano l'umana intelligenza; Par. xv, 39. - 6. Parlare in signif. att. vale Dire; Pif. xxv, 16. - 7. Contrapp. all'Udire e all'Intendere; Pif. v, 94, 95. - 8. Contrapp. al Tacere; Inf. ili, 81. Purg. xxi, 119.
Parlare, sost. L'atto del parlare, e La parola stessa; Inf. i, 80; n, 113. 126; iv, 51, 105; x, 123; xxxii, 14; xxxiv, 24. Purg. x, 95; xvi, 136; xix, 16, 84; xxiv, 42; xxvi, 117; xxx, 72; xxxi, 2; xxxii, 91. Par. iv, 12, 119; v, 17; Vii, 96; vili, 86; ix, 63; x, 101 ; xi, 75; xii, 14; xiv, 8; xv, 44; xvn, 11; xviii, 10; xxiv, 27; xxxiii, 56.-1. Per Tenore, o Sentimento del discorso; Purg. xxxi, 2. - 2. L'atto del parlare, e Le cose parlate; Par. iv, 12; v, 17. - 3. Quasi personif. Inf. li, 126. Par. vili, 86.- 4. Facondia e parlata e scritta; Inf. i, 80; il, 113. - 5. La lingua in gen. Par. xxiv, 27 ; xxxiii, 56; Conv. ni, 4, 28. - 6. Modi di parlare; per estens. Purg. x, 95. - 7. Le cose parlate; Inf. x, 123. Par. ix, 63.
Parlasìa, contratto di paralisìa, lat. paralysis, dal gr. t;apà, presso, e Xóctg, scioglimento : Diminuzione o Abolizione della contrattilità muscolare d'una parte del corpo, la cui sensibilità può in pari tempo essere diminuita, abolita o pervertita. È il più comune sintomo d'una lesione del cervello, della midolla spinale o de' nervi. Dicesi Parziale o Pocale quando non occupa che qualche muscolo; ove si estenda a tutta la metà del corpo, chiamasi Emiplegia o Paraplegia secondo che piglia per lungo o di traverso; Inf. xx, 16.
Parma, Città d'Italia, capitale della provincia dello stesso nome, ricordata come patria di Asdente; Conv. iv, 16, 53.
Parmenide, llapjjLsvJSY];, Filosofo greco della scuola Eleatica, n. verso il 535 a. C. nella colonia greca di Elea in Italia da famiglia nobile e ricca, fu discepolo di Senofane, esercitò diverse magistrature in patria e si recò verso il 460 a. C. ad Atene per insegnarvi la filosofia, e vi morì in età avanzata. Dettò un poema sulla Natura, del quale si conoscono parecchi brani; cfr. Fr. Rtaux, Essai sur Parmenide d'Elee, Par., 1841. H. Stein nei Symbola philolo-gorum Bonnensium, Lip., 1864-67, p. 763-806. È nominato Par. xiii, 125. PeMon. in,4, 23.- Ott.: «Fu Parmenide d'Atene,filosofo; e fuggì le abitazioni e le compagnie degli uomini, e stette nella ripa