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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume II - M-Z
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1899, pagine 2200
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gine cosi viva ed intera, che diresti essersi duplicato. Ma niuna cosa fece mai suo pareglio Iddio: cioè Iddio agli occhi di nessuno dipinse perfettamente tutto sè stesso. Come il Sole è parelio nostro, così tutte le cose sono parelio di Dio: ma Iddio non si fece parelio mai di nessuno. » - Torelli (seguito dal Ces., Quattro Fior., ecc.): « Qui pareglie è detto per pariglie e pareglio per pariglia, e il senso è questo: Io veggio la tua voglia in Dio, che è quel vero speglio che fa tutte l'altre cose pariglia di sè, cioè a dire che le raddoppia ; una essendo la cosa in sè, 1' altra è quella che si vede in Dio, in cui tutte si rappresentano; come due pur sono la cosa e l'immagine che si vede nello specchio, là dove nessuna cosa fa pariglia, cioè raddoppia Dio, mentre nessuna, quantunque si voglia perfetta, può mai rappresentarlo. Vuol dire in breve che Dio rappresenta tutte le cose, e nessuna rappresenta lui; sicché Dio rappresentando ogni cosa la raddoppia, e nessuna cosa rappresentando Dio, lo lascia uno. » - Tom.: « Tutte le cose illustrate da Dio, e non Dio da esse. » - Br. B. : « Nel verace speglio (nello specchio di verità, in Dio) che fa l'altre cose pareglie di sè (ricopiandole, rappresentandole, perfettamente quali sono, come quello in cui è l'esemplare d'ogni cosa, d'ogni pensiero); e nulla face lui pareglio di sè, mentre nessuna cosa può essere specchio di lui ; può rappresentarcelo, cioè, pari a sè medesimo, e quale egli è. Iddio insomma contiene e riflette in sè tutte le cose create, e nessuna contiene e riflette veramente lui. In conclusione, i Beati vedono in Dio le cose precisamente come le sono non altrimenti che in uno specchio perfettissimo. Pareglio è agg. che viene dal prov. parelli, e vale pari, simile, che Dante ha qui costruito col genitivo, come talvolta il similis dei Latini. » - Frat. : « Perciocché io la veggio nel verace specchio, cioè in Dio, il quale fa di sè lume riflesso a tutte le cose, mentre nessuna cosa fa di sè lume riflesso a lui. » - Andr. : « Nel divino specchio, in cui ciascuna cosa è pari a sè medesima, poich'esso le rende tutte con perfetta conformità; mentre che niuna cosa può rappresentare Iddio uguale a sè medesimo, ma soltanto riflettere qualche raggio della sua luce infinita. » - Com.: « Nella divina essenza sonovi le immagini perfette delle cose, ma in niuna di queste cose v'è la imagine perfetta di Dio. Pareglio è imagine perfetta del sole. » -Cfr. Nannucci, Voci e Locuzioni derivate dalla lingua provenzale, Fir., 1840. Manuzzi, Osservazioni sulle Voci e Locuzioni, Fir., 1841. Nannucci, Verbi, p. 121, nt. 2. Com. Lips. ni, 710-12.
Parente, dal lat. parens, parentis, pi. parentes: 1. Congiunto di parentado, ossia di consanguinità; Par. xvi, 120; xxii, 84. - 2. Al sing. per II padre; Inf. n, 13. - 3. Al plur., vale II padre e la madre,