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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume II - M-Z
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1899, pagine 2200

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a cura di Federico Adamoli

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   Pareggiare - Pareglio
   Pareggiare, lat. parare e panare, Uguagliare, Adeguare, Far pari; Inf. xxm, 7. Purg. il, 18; xxvii, 10. Par. xxi, 90.- Pareggiarsi una cosa ad un'altra, vale Farsi una cosa pari ad un' altra, Esser simile; Inf. xxm, 7.
   Pareggio, Paraggio, Tratto di mare pericoloso ; Par. xxm, 67, sul qual luogo cfr. PILEGGIO.
   Pareglio, Agg. Pari, Simile. - E sost. (dal gr. Ttapa = presso e 7//Ug{; = sole), Fenomeno meteorologico il quale consiste nell'apparizione simultanea di più imagini del Sole, equidistanti fra loro e dall'orizzonte, collegate quasi sempre da una zona luminosa orizzontale. Voce adoperata Par. xxvi, 107, 108, il qual luogo è di difficile interpretazione. - Lan. (copiato, come di solito, dall'Oc, e An. Fior.): « Cioè che tutto comprende e nullo può lui comprendere; e nota lo modo del parlare : la pupilla si fa pareglio della cosa veduta in quanto quella spezia visiva ch'entro vi moltiplica è colorata e figurata al modo della detta cosa veduta, così in Dio si vede tutto, e però in quanto il si vede elio si pareglia a quelle cose che in lui si vedeno, e però dice : Che fa di sè pareglie l'altre cose (VOtt. ha: a l'altre cose). E nulla face, cioè che altra cosa non è che possa comprendere Dio, e per consequens, Dio in esse non si può specchiare. » - Petr. Dant. tace. - Cass. ha pareglio in ambedue i versi e chiosa: v. 107:« Pareglio, idest, purificationem omnibus rebus virtualiter, et nulla facit eum sibi parem. » V. 108: « Pareglio, vel loquitur de ilio rete dicto pareglio quod tenditur in montibus ad capiendum aves. » - Falso Bocc. non dà veruna interpretazione. -Benv.: « Che fa di sè pareglie l'altre cose, quia Deus omnia com-prehendit et continet in se, et non e converso; unde dicit: e nulla, scilicet, res, face lui pareglio di sè, idest, et nil comprehendit vel continet eum, quia nulla res est in qua appareat totus Deus tamquam in speculo, sed bene omnia apparent in speculo Dei. » -Buti: « Fa di sè parellio, cioè di sè medesimo fa ricettaculo, all'altre cose, cioè a tutte le cose che sono, che tutte si vedono in lui; E nulla face lui, cioè Iddio, parellio, cioè ricettaculo, di sè. Come la luce dell'occhio che si chiama pupilla fa parellio di sè a le cose che l'occhio vede, perch'ella riceve le figure in sè, e la cosa veduta non fa la luce parellio di sè, come la luce fa parellio di sè a la cosa che si vede; e questo dice l'autore perchè hae assomigliato a lo specchio, e le cose che si vedono nello specchio fanno lo specchio parellio di sè, e non lo specchio fa di sè parellio a le cose; ma Iddio fa di sè parellio a le cose; imperò che fa le cose rilucere in sè, e non le cose fanno sè in lui rilucere. » - Serrav.