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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume II - M-Z
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1899, pagine 2200
Ossa (li Dante
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cioforte, non è possibile imaginare. Da molte parti d'Italia, specialmente di Romagna e di Toscana, accorsero centinaia, migliaia di persone. Tutta Ravenna, orgogliosa di tanto tesoro, si succedette ad ora ad ora intorno all'urna di cristallo. Vecchi ed infermi furono condotti e sorretti perchè potessero vedere. Agli inconsci fanciulli del pari fu mostrato lo scheletro del poeta perchè, un giorno che avessero capito l'altezza dell'uomo cui appartenne, potessero dire d'averlo veduto con quella dolce soddisfazione che ora prova chi scrive queste pagine! » - Finalmente il 26 giuguo, in presenza di molte rappresentanze, delle autorità e d'illustri intervenuti.... due chirurghi slegarono e sciolsero le ossa dalla sottile armatura cui erano raccomandate, poi le passarono in una cassa di noce ricoperta a sua volta da una cassa di piombo lunga metri 0.91, alta metri 0.27 e larga metri 0.29. Insieme alle ossa fu rinchiusa la raschiatura dell'urna e una pergamena fìssa in un tubo di cristallo.... La cassa di noce fu chiusa con dieci viti di ferro; indi fu stagnata quella di piombo e tutto dagli archi di Braccio forte, trasportato avanti il sepolcro e infine deposto dentro Varca lapidea. Questa fu chiusa prima con una lastra di sasso d'Istria fermata da un mastice solidissimo, poi dal suo coperchio di greco a squame. L'urna di cristallo, con entro il suo cuscino di raso bianco, fu trasportata nella biblioteca di Classe ove si vede ancora con la cassetta in cui il Padre Santi ripose le ossa di Dante nel 1677, con due calchi e una riproduzione marmorea della pretesa maschera dantesca, e con vasi pieni di terra e calcinacci levati intorno o dall'arca lapidea. Dentro una specie di cassa o rivestimento marmoreo fu da ultimo conservata a suo posto la parte di muro ove si rinvenne la cassetta del Santi. Qui finisce la storia dei resti di Dante, i quali, si può dire, furono costretti, come già in vita il poeta a vagare qua e là raminghi in una specie di postumo esilio. » - Cfr. M. Z. Boxhorn, Monumenta illustrium virorum et elogia, Amsterd., 1638, p. 40 e seg. C. Morigia, Dantis Al. sepulcrum a card. Aloisio Valentio Gonzaga a fundam. restitutum, Fir., 1783. Fr. Beltrame, Relazione stol sepolcro di Dante e le sue adiacenze, Ravenna, 1783-91. Anon., Il sepolcro di Dante, Fir., 1783. G. G. Dionisi, Nuove indagini intorno al sepolcro di Dante Al. in Ravenna (Anedd. vii), Verona, 1799. G. Maetinetti-Cardoni, Dante Aligli, in Ravenna. Memorie storiche con documenti, Ravenna, 1864. Al. Cappi, Dante in Ravenna, nel voi. Dante e il suo secolo, Fir., 1865, p. 813-39. Ad. Borgognoni, Il sepolcro di Dante, Fir., 1865.-Anon., Notizie storiche relative al ritrovo della cassetta contenente le ossa di Dante, Ravenna, 1865. Conti, Romolo, La scoperta delle ossa di Dante. Relazione storico-critica, Ravenna, 1865. Atto Van-