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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume II - M-Z
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1899, pagine 2200
1404
Oscuro-Ossa di Dante
xxv, 13: xxix, 65. Purg. iti, 21; xi, 96; xv, 143; xxm, 22. - 2. Per Difficile a intendersi, Occulto, Nascoso; Par. iv, 135. - 3. Fig. per Di mala voce, Oscurato; Purg. xi, 96; xiv, 123; xxxiii, 126.
Oscuro, Sost. Oscurità, Mancanza di luce ; ed anche per Spazio
buio o quasi; Inf. xxiv, 71.
Oscnro, Avv. Oscuramente. E per Disonorevolmente, Abbiet-tamente; Inf. xxx, 101.
Oso, Part. pass, e Agg. da osare, sinc. da osato, lat. ausus, Ardito, Audace; Purg. xi, 126; xx, 149. Par. xiv, 130.
Ospizio, dal lat. hospitium, propr. Luogo dove s'alloggiano il forestiere e l'amico, e per pio istituto gl'infermi, e i pellegrini. E per simil. Luogo, Albergo che piglia le sue qualità dagli aggiunti, come Ospizio doloroso, vale Inferno; Ospizio di Cesare, vale Corte, e sim. Inf. v, 16; xill, 64. Purg. xx, 23.
Ossa di I>a«te. Le spoglie mortali del poeta immortale Dante Alighieri furono sepolte a Ravenna presso la Chiesa di San Francesco, denominata nel trecento San Pier Maggiore, nella cappella della Madonna, provvisoriamente in umile sepolcro, attesa la brevità del tempo. Il Villani (ix, 136): « In Ravenna dinanzi alla porta della Chiesa Maggiore (leggi : di San Pier Maggiore) fu seppellito a grande onore, in abito di poeta e di grande fìlosafo. » Più diffusamente il boccaccio ( Vita di I). vi): « Fece il magnanimo cavaliere (Guido Novello, allora signore di Ravenna) il morto corpo di Dante di ornamenti poetici sopra uno funebre letto adornare; e quello fatto portare sopra gli omeri de' suoi cittadini più solenni, insino al luogo de' Frati Minori in Ravenna, con quello onore che a sì fatto corpo degno estimava; infìno quivi con publico pianto seguitolo, in un'arca lapidea, nella quale ancora giace, il fece porre. E tornato alla casa nella quale Dante era prima abitato secondo il ravignano costume, esso medesimo sì a commendazione dell' alta scienzia e della virtù del defunto, e sì a consolazione dei suoi amici, i quali egli avea in amarissima vita lasciati, fece uno ornato e lungo sermone ; disposto, se lo stato e la vita fossero durati, di sì egregia sepoltura onorarlo, che se mai alcuno altro suo merito non lo avesse memorevole renduto a' futuri, quella l'avrebbe fatto. » Ma a Guido Novello non fu dato di eseguire il suo laudevole proponimento, perchè poco appresso (20 settembre 1322), tradito da Ostasio suo fratel cugino, egli perdette lo Stato, che indarno cercò di riacquistare, e cessò poi di vivere nel 1330, nove anni dopo la morte di Dante. Le ossa del gran Poeta rimasero adunque oltre un secolo e mezzo nel-