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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume II - M-Z
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1899, pagine 2200
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navilio da man sinistra. Da orza, posto avveri), vale Dalla parte sinistra; Purg. xxxii, 117.
Orzato, agg. d'orzo, Mescolato con orzo; Conv. i, 13, 57.
Osanna, gr. '2aavvci, lat. Osanna, dall' ebr. njTtChn» che
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vale Salva dunque, Ajuta dunque ! Nel gr. e nel lat. si usò nel signif. di Salve! ed in questo signif. l'usa sempre Dante; Purg. xi, 11; xxix, 51. Par. vii, 1 ; vili, 29 ; xxviii, 118 ; xxxn, 135. Vii. N. xxiii, 36,143. Nel luogo Par. vii, 1 e seg. i tre versi latini dicono: « Salve, santo Dio degli eserciti, che dall'alto illumini col tuo splendore i beati fuochi di questi regni. »
Osannare, Cantare Osanna; Par. xxviii, 94. Conv. ìv, 28, 29.
O sanguis meus, Principio delle parole colle quali Cac-ciaguida saluta il suo discendente Dante nel cielo di Marte; Par. xv, 28-30. Le parole dicono : « 0 sangue mio, o grazia di Dio in te infusa dall'alto, a chi fu mai, come a te, dischiusa due volte la porta del cielo? » Dante finge che Cacciaguida parli latino, o per accennare al tempo in cui il suo trisavolo visse, o forse anche per indizio di dignità, come Purg. xix, 99.
Osare, dal lat. ausus sum, Ardire, Aver ardimento; Inf.xv, 43. Vit. N. xx, 11.
Osbergo, dal lat. barb. lialsberga, e questo dall'ant. ted. hal-sberg, da Hals — collo, e bergen — salvare, celare, nascondere; Armatura del busto, di ferro o d'altro metallo, fatta a lame o a scaglie, propria dei cavalieri del medio evo. Trasl. Inf. xxviii, 117, nel qual luogo alcuni codd. hanno osbergo, altri asbergo, altri alla moderna usbergo.
Oscurare, dal lat. obscurare, Pare oscuro, Torre la luce, o scemare lo splendore ; ed anche per Far parere oscuro al paragone di cosa più lucente. Trasl. Inf. xi, 96 var., nel qual luogo però la vera lezione è senza dubbio È oscura.
Oscurità, Oscuritade, Oscuritate, dal lat. obseu-ritas, obscuritatis, Mancanza di luce, or più or meno. E per Mancanza di chiarezza nelle idee e nel modo di esprimerle; Vit. N. xii, 27. Conv. ni, 9, 94.
Oscuro, dal lat. obscurus, Add. 1. Tenebroso, Privo di lume, o con lume scarso; Inf. i, 2; il, 40; in, 10; ìv, 10; ix, 28; xxi, 6;