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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume II - M-Z
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1899, pagine 2200

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a cura di Federico Adamoli

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   ranti, Varie lezioni, p. 14 e seg. Moore, Criticismi, p. 275 e seg. I più antichi commentatori (Bambgl., An. Sei, Tac. Dant., Lan., Ott., ecc.) non lasciano indovinare come leggessero. Petr. Dant. ha d'error. ma non dà veruna interpretazione. - Cass.: « Derror vel dorror. » - Bocc.: « D'orror, cioè di stupore. » - Falso Bocc. tira via silenzioso. - Benv. conosce le due lezioni: « D'error, idest qui habebam fantasiam turbatam tanta confusione; vel secundum aliam literam d'orror, propter horribilem clamorem. » - Buti legge error e spiega : « Ch' era in errore di quel tumulto. » - An. Fior. : « D'orror: Orrore è una paura la quale viene subito ne'cuori degli uomini ; et però che l'Autore udì quel rumore non oppinato (non pensato) il chiama per lo suo proprio vocabolo, et dice che la sua paura, il suo orrore, gli cinse la testa, cioè la memoria et lo'ntelletto. »-Serrav. : « Et ego, qui habebam errore caput cinctum ; idest, plenum errore. » - Barg. : « Ed io che aveva la testa cinta di orrore, ch'era tutto stordito ed attonito per quel tumulto di pianti e guai. » -Land. : « Et io c'havea d'error la testa cinta, cioè d'ignoranza. Altri testi hanno horror e, et allhora diremo, io havea la testa cinta d'hor-rore, cioè dì pavento, pe '1 tumulto ch'io sentiva. » - Tal. : « Ego qui habebam fantasiam turbatam de istis gentibus amissis et dam-natis. » - Veli. : « Havea la testa, cioè la mente, cinta, et oppressa d'horrore, per la qual cosa non sapeva ben intendere ciò, che fosse quello, che udiva. » - Gelli: « Il Boccaccio, che ha il suo testo che dice orrore, espone paura; e il Landino, che ha errore, espone ignoranza. Il che quadra meglio al testo; perchè ei non fu la paura, ma la ignoranza, quella che lo fece domandare. » - Dan. : « Et io CH'àvea d'horror, così leggo in alcuni testi, in alcuni altri d'error, che l'uno et l'altro può stare. Imperò che poteva il Poeta haver cinta la testa d'horror, cioè di spavento, et paura di quel romore, che gì'intronava l'orecchie; et d'error, cioè d'ignoranza, per non saper onde procedesse. » - Buonanni : « Perdi' io al cominciar ne lagri-mai, cioè quasi che mi pentii della impresa cominciata, e questo pentimento si fece manifesto per le lagrime, l'intendere che egli lagrimassi per haver sentiti i guai, le strida, et i sospiri è falso, perchè sarebbe stato segno di portar passione della divina giustizia, e vedete ch'egli subito mostra quello haveva cagionato in lui il sentire questi lamenti, cioè uno errore, et un non sapere che cosa questa si fosse. » - Cast. : « Gli errori, di che Dante aveva intorniata la testa, erano specialmente tre : il primo che credeva che i lamenti procedessero da pena afflittiva ; il secondo che i lamentanti avessono meritata la pena per far male, e non per non fare nè male nè bene, il terzo che i lamentanti fossero anime di dannati e non ancora angeli. » - I passi citati di Virgilio ed un passo biblico