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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume II - M-Z
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1899, pagine 2200

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a cura di Federico Adamoli

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   1397
   l'impero romano e di tutta quanta l'umanità. Benché compilazione tendenziosa e priva di qualsiasi valore storico, quest'opera si adoperò nel medio evo come libro di testo per l'insegnamento della storia universale. Lo stile di Orosio, spesso nervoso, vibrato, caldo, colpisce l'immaginazione, tanto che Dante lo colloca fra gli scrittori di altissima prosa; Vulg. El. n, 6, 67. L'Alighieri lo cita più volte nelle sue opere: Conv. ili, 11, 20. De Mon. n, 3, 67; n, 9, 18, 27; il, 11, 25. Secondo i più Orosio è pure l'Avvocato dei tempi cristiani, menzionato Par. x, 119; cfr. Avvocato. Sopra Orosio in generale cfr. Baeiir, Geschichte der ròmischen Literatur, 4a ediz., li, p. 315 e seg. Eiusd., Die Christlich-ròmische Tlieologie, p. 260 e seg., 318 e seg. Teuffel, Geschichte der ròm. hit., 3a ediz., p. 1072 e seg. Ebert, Geschichte der christlich-lateinischen Lit.
   1, 323 e seg. Sopra Dante ed Orosio cfr. Moore, Crit., 457 e seg. Eiusd., Studies in Dante, i, 279 e seg., 355. Ed. Zama, Orosio e Dante, Roma, 1892. A. Mancini, Chi è l'avvocato de'tempi cristiani ? nel Giornale Dantesco, li, 338 e seg. Paget Toynbee, Dante's obligations to Orosius, nella Romania, novembre, 1895, p. 385-398.
   Orranza, contr. di onoranza, Onore, Segno di onore ; Inf. iv, 74. Vit. N. vili, 23.
   Orrevole, contr. di onorevole, Onorato, Che porta onore, Degno d'onore. 1. Nel senso di quell'esteriore decoro, che vuol dimostrare, e fare talvolta, la persona degna d'onore; Purg. xxii, 143. -
   2. Di persona conosciuta degna d'onore, o onorata da altri; Inf. iv, 72.
   Orribile, dal lat. horribilis, Che apporta orrore, Spaventevole; ed anche Abbominevole, Ignominioso; Inf. ni, 25; vili, 51; ix, 92; xi, 4; xiii, 19; xiv, 6; xvii, 119; xxv, 59; xxxi, 44; xxxiii, 47. Purg. in, 121; xiii, 83; xiv, 27.
   Orribilmente, Avv. da orribile, In modo orribile, Spaven-tevolmente; Inf. v, 4.
   Orrore, dal lat. horror, Spavento o eccessiva paura, che nasce da male che sia presente o quasi presente; Ribrezzo con fremito che altri sente alla vista, o narrazione di cose orrende, crudeli, paurose; Inf. in, 31, nel qual luogo Dante riproduce liberamente il Virgiliano: « At me tum primum ssevus circumstetit horror;» Aen. n, 559, cfr. ivi, iv, 280: « Arrectseque horrore cornee. » Nel citato luogo dantesco orror è senza dubbio la vera lezione ed ha per sè l'autorità di un centinajo di codd. La maggioranza dei codd. ha però error, che sembra veramente un error beli'e buono; cfr. Zani de' Per-