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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume II - M-Z
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1899, pagine 2200
1396
dei Ciompi. Durò ancora per molto tempo questa casa, ma decaduta di uomini e di fortune, non ebbe più luogo di farsi rammentare nelle nostre istorie. Ora è da più che tre secoli estinta. » Lord Verno», Inf., voi. il, p. 541 e seg.
Ornare, dal lat. ornare, Adornare, Abbellire alcuna cosa con ornamenti; Purg. xxi, 90; xxn, 108.
Ornato, dal lat. ornatus, Part. pass, e Agg. da ornare: 1. Abbellito con ornamento; Inf. II, 67; xviii, 91.-2. Fornito, Dotato; Par. xxxi, 51.
Oro. dal lat. aurum, Metallo solido, giallo, splendentissimo, poco duro, assai duttile, malleabilissimo, tenacissimo e pesantissimo; senza odore e insipido; fusibile oltre i mille gradi del termometro centigrado; volatile a temperatura elevatissima o con forte batteria elettrica. Ridotto in fogli sottilissimi e posto contro la luce, sembra verde per trasparenza; in istato di divisione piglia colore porporino. Trovasi in natura puro, e combinato con un po'd'argento, di rame o di ferro, ed anche commisto con alcuni solfuri metallici, o con altri minerali. È stimato sempre il più perfetto, e d'ordinario il più prezioso di tutti i metalli. La voce Oro trovasi sovente nelle varie opere di Dante. Nella Div. Com. essa è adoperata 25 volte, 6 nell'In/, (vii, 64; xiv, 106, 112; xix, 4, 95, 112), 10 nel Purg. (Vii, 73; ix, 20, 118; x, 80; xx, 105, 117; xxii, 41; xxviii, 140; xxix, 43, 113) e 9 volte nel Par. xvi, 110; xvii, 123; xviii, 96; xxi, 28 ; xxii, 88 ; xxiii, 135 ; xxvii, 42 ; xxx, 66 ; xxxi, 14). - 1. Oro, per Moneta d'oro; Inf. xix, 95.-2. Trasl. per Ricchezza; Par. xxiii, 135.
Orologio, dal lat. horologium, e questo dal gr. 'BpoXoy^ov, Oriuolo ; Par. x, 139.
Orosio, Paulus Orosius, prete spagnuolo e scrittore latino, nativo di Tarragona, presbitero di Baccara nella Lusitania, visse dopo il 413 con S. Agostino nell'Africa, più tardi con S. Geronimo nella Palestina. Dettò parecchie opere di materie teologiche e, esortato da S. Agostino, la sua celebre Storia universale: « Historiarum adversus paganos libri VII » (ed. Schnessler, Augusta, 1471, quindi più volte; la miglior edizione è quella curata da C- Zangemeister, che forma il voi. V del Corpus script, eccles. latin., Vienna, 1882), che incomincia naturalmente dalla creazione del mondo ed arriva sino all'anno 417 dell'èra volgare, ed il cui scopo è tutto apologetico, intendendo l'autore di combattere 1' affermazione degli scrittori pagani, essere il Cristianesimo la fonte della decadenza del-