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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume II - M-Z
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1899, pagine 2200

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a cura di Federico Adamoli

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   1302
   Oriaflamma-Oriago
   super terram infra canetum. Non potevano certo esser più precise anche le parole usate da Dante. » BAROZZI, in Dante e il suo secolo, p. 705. Cfr. Loria, p. 191.
   Oriafiamma e Orifiamma, lat. aurea fiamma, frane, ori-
   fiamme, Bandiera dell'antica Francia, in cui era dipinta una fiamma in campo d'oro. Fig. per Lo splendore della gloria che circonda Maria Vergine; Par. xxxi, 127. I più antichi (Lan., Ott., Petr. Dant., Falso Bocc., Cass., An. Fior., ecc.) non danno veruna spiegazione di questo luogo. - Benv. : « Oriafiamma, idest Maria fiamma ignis a?terni et aurea, idest, perfecta, pacifica, quse fecit pacem, de tam longa guerra inter Deum et hominem. » - Buti: « Oria-fiamma, cioè lo luogo, dove era la Vergine Maria; e per essa Vergine si debbe intendere; e dice Oriafiamma, cioè termino di fiamma, o vero navicula di fiamma, o vero orientale fiamma pura e chiara, come quella dell' oriente, pacifica, però ch'ella fece pace tra Dio e l'omo.» - Serrav.: « Illa pacifica aurea fiamma, idest Beata Virgo Maria. »- Land.: « Oriafiamma, cioè pacifica fiamma, perchè l'ardentissima carità di Maria fu mediatrice a riconciliare l'uomo a Dio.» - Veli.: «Per similitudine, orientai fiamma, perchè quivi era la Reina del cielo. » - Crus., 1595: « Oriafiamma, cioè fiamma d'oro. Così chiama la santissima Vergine, forse perchè come l'oro fra i metalli è'1 più fine e'1 più fiammeggiante, ella tra le creature è il più fulgido e'1 più glorioso splendor del cielo ; e forse allude ad orofiamma, bandiera, che l'autor de' Reali di Francia dice, che fu portata dall'Angelo per darsi al fìgliuol di Gostantino, sotto la qual bandiera chi guerreggiava non poteva esser vinto in battaglia; e così chi in questo mondo guerreggia contra '1 comun nimico sotto la bandiera, cioè protezione di essa Vergine non potrà giammai da lui esser vinto.»-Lo stesso ripetono Vent., Lomb., ed altri. E di Maria intendono pressoché tutti i moderni. Ma il Fanf. (Studi ed Oss., 136 e seg.): « Leggendo questo verso non mi cadde mai in mente che l'Orifiamma fosse qui Nostra Donna: e tanto ero certo di non isbagliare, che guardai le note più per uso che per altro. Ma visto che uno l'applicava ad essa, guardai tutti quelli che potei; e tutti ad un modo. La mia opinione pertanto volle restar ferma e resterà; perchè chiunque legga con attenzione tutto il canto, e la comparazione precedente al nostro verso, scorgerà esser l'Orifiamma il consesso di tutti i Beati, e il più lucido nel mezzo esser la Regina del Cielo, a cui festanti volano gli Angeli. » Cfr. Covi. Lips. in, 838.
   Oriago, cfr. Oriaco.