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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume II - M-Z
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1899, pagine 2200

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a cura di Federico Adamoli

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   1390
   Oreste - Organizzare
   checchessia, vale Non voler attendere, nò quindi, secondo l'intero, operare; Conv. iti, 15, 141.-4. Venire ad orecchia una cosa, vale Sentirla, Udirla; Par. xvii, 43.
   Oreste, gr. OpscrcYis, Figliuolo di Agamennone e di Cliten-nestra (cfr. Hom., II. ix, 142 e seg.). Assassinatogli il padre, la sorella Elettra lo mandò nella Focide, dove passò la sua giovinezza nella Corte del re Strofio, marito di Anassibia, sorella di Agamennone. Quivi contrasse con Pilade, figlio del re Strofio, quella stretta amicizia che li rese ambedue così celebri. Rimpatriato con Pilade otto anni dopo la morte di Agamennone, vendicò la morte del padre uccidendone gli assassini Egisto e Clitennestra (cfr. Hom., Od. ili, 306 e seg.). Apollo stesso lo aveva esortato di vendicare il padre suo, ma, adempiendo il dovere suo verso il padre, commise il gran delitto del matricidio, onde le Furie s'impossessarono subito di Oreste, il quale andò errando irrequieto. Ricoveratosi in Atene, fu assolto da Minerva e dall'Areopago. Pilade, risolto di morire, in vece dell'amico, s'era spacciato per Oreste, ma questi accorse gridando: Io sono Oreste! A ciò allude Dante, ricordando Oreste come esempio di carità; Purg. xiii, 32. Cfr. Euripid., Ifig. Taur. 614 e seg. Xexoph., Sympos. vii i, 31. Plut., De amicorum mult., 2, I, i, p. 364. Lucian., v, 310. Val. Max., iv, 7. Cicer., De amicit., 7, e De fin. i, 20; v, 22. Ovid., JEpist. ex Pont, in, 2, 69 e seg.
   Orezza, probabilm. da óra per aura (cfr. Diez, Wòrt. i3, 39 e seg. s. v. aura): 1. Piccola aura di rezzo, o Venticello che spira al rezzo; ed anche Rezzo di piante rinfrescate dal venticello; Purg. i, 123, sul qual luogo cfr. adorezzare. - 2. Per simil. Orezza d'ambrosia, per Effluvio, Spirito, Fragranza d'ambrosia; Purg. xxiv, 150.
   Orfeo, lat. Orpheus, gr. 'Opcpsós, celebre Musico e Poeta della mitologia greca; Inf. iv, 140. Conv. il, 1, 20. Cfr. Ovid., Met..x, 1-85; xi, 1-66. E. Gerhard, Ueber Orpheus und die Orphiher, Beri., 1861. O. Kerx, De Orphei, Epimenidis, Pherecydis theogo-niis, Lips., 1890.
   Organare, dal gr. opyavov, Organizzare, Formar negli organi, Formare gli organi; Purg. xxv, 57, 101.
   Organico, dal lat. organicus, Dicesi del corpo che ha organi, D'organo, Avente relazione ad alcun organo d'un corpo animale, o vegetale. Virtù organica, dicesi Quella che nelle sue azioni ha bisogno degli organi; Conv. ili, 4, 65.
   Organizzare, dal gr. opyavov, Formare gli organi del corpo dell'animale; Conv. in, 8, 5.