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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume II - M-Z
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1899, pagine 2200
1386
Orbicciani - Orbo
ceano nelle chiese anticamente per la moltitudine del popolo. » -Cast. : « Se i decreti e le leggi, che faceva il popolo Fiorentino o la parte Guelfa, non le faceva in chiesa, ma in palazzo o in piazza, non veggo come si possa dire nel nostro tempio per traslazione, se non vie più che dura. Ma, se le facevano in chiesa, è ottimamente detto tale orazione per legge, essendo edificato il tempio ancora per orare. » - Ces. : « Io mi credo, che i Fiorentini avessero preso in consiglio del lor comune: che nelle Litanie maggiori, dopo quella parte che dice, Ut inimico8 sanctce Ecclesice humiliare di-(jneris, fosse aggiunta da loro un'altra simile imprecazione contro gli Uberti; verbi grazia, Ut domimi Hubertam eradicare digneris: e '1 popolo, Te rogamus; audi nos. » Quando fosse così, pare che gli antichi avrebbero pur dovuto saperne qualche cosa. - Ross. : « Curia est Templum publici consilii, Cicerone ; e orazioni si chiamano le aringhe di questo oratore. Di più, il Machiavelli ne insegna, che in que' tempi i magistrati e i consigli si ragunavano per le chiese di Firenze, come altre volte il senato si raccoglieva ne' templi di Roma. »
Orbicciani. « Questa famiglia, antichissima tra le Lucchesi, prese nome da un Orbicciano di Albonetto, il quale vendeva alcune case in Lucca nel 1149; ed egli usciva dalla stessa consorteria, da cui vennero poi gli Averardi. Bonagiunta, il poeta rammentato da Dante, Purg. xxiv, 19 e seg., fu figlio di Riccomo, e figura in alcune pergamene del 1295 e 1296. Fu sua la torre detta della lite; furono sue le case che poi si dissero dei Sinibaldi e dei dal Portico. Da Tommasina sua moglie, che credesi degli Arnofini, lasciò prole : ma la famiglia presto mancò, ed avanti che la repubblica di Lucca tornasse a libertà. L'ultimo degli Orbicciani fu Bonagiunta di Niccolao, che morì nel 1362; di cui fu erede la figlia Contessa, maritata a Iacopo Giovanni Garzoni di Pescia, e lui morto, a Niccolò di Guidone Onesti da Lucca. » Lord Vernon, Inf., voi. n, p. 537.
Orbita, dal lat. orbita, Rotaja, Traccia della ruota; Purg. xxxii, 30. E fig. per Esempio; Par. xn, 112.
Orbo, dal lat. orbus, Privo, Orbato; e per simil. vale Privo della vista, Cieco; Inf. xv, 67. Purg. xm, 67, 102. Concernente il primo di questi tre luoghi, sul primo fatto per cui i malavveduti Fiorentini si acquistarono il titolo ingiurioso di ciechi, si hanno due diverse tradizioni. Il Villani, ir, 1, racconta: Totile « trapassando in Toscana, trovò la città di Firenze poderosa e forte. Udendo la nominanza di quella, e com'era edificata da nobilissimi Romani,