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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume II - M-Z
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1899, pagine 2200

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Orazii - Orazio
   tor, se. Bernardus. » - Benv.: « Fissi nell'oratore, idest, Bernardo, quia fuit orator Domini : fuit enim de rei veritate luculentus orator, quia habuit dulcem et claram eloquentiam cum florido et polito stylo, sicut patet intuenti dieta ejus; fuit etiam orator, idest pre-cator devotissimus, sicut patet ex prcemissa oratione dulcissima et aliis multis quas vidi. » - Buti : « Neil' orator, cioè in santo Bernardo, che avea fatta l'orazione e detta. » - Serrav. : « Dicit hic auctor Bernardum oratorein et merito, tum quia fuit optimus retho-ricus, tum quia tunc precabatur et orabat ad Virginem. » - Land.: « Gli occhi di Maria benignamente volti a Bernardo oratore, dimostravano quanto i prieghi di voti gli sono grati. » - Tal. : « Dicit quod oculi Marie affixi [sunt] ad Bernardum oratorem ; et dicit ora-torem, quia fuit eloquentissimus, ut patet in suis dictis, vel quia prò eo oraverat. » - Veli.: « Gli occhi di Maria diletti, come di figliuola, e venerati, come di madre,... fissi in Bernardo oratore, ne dimostraro quanto le son grati i giusti preghi.» - Dan.: « S'accorse il Poeta, che tenendo la beata Vergine gli occhi suoi fissi et intenti in quelli di san Bernardo, aveva essaudito l'orazion sua. »-Come si vede dalle loro chiose, tutti quanti gli antichi lessero nel-l' orator, ed intesero di S. Bernardo, nè vi sono ragioni sufficienti da scostarsi dalla loro lezione ed interpretazione.
   Orazii, lat. Horatii, nome di una famiglia patrizia romana, alla quale appartenevano i tre fratelli Orazii, i quali secondo la tradizione, regnante Tulio Ostilio, decisero la guerra insorta tra Roma ed Albalonga combattendo contro i tre fratelli Albani detti i Curiazii. Già erano caduti morti due Orazii ed i tre Curiazii erano gravemente feriti, quando l'Orazio superstite (Publio, secondo Tito Livio, i, 26, secondo altri Marco) finse una fuga, e volgendosi mano a mano che vedeva un nemico avvicinarsi, li uccise tutti e tre ed ottenne vittoria alla patria. Ritornato vittorioso a Roma, uccise la propria sorella che piangeva la morte dei Curiazii, all'uno dei quali era promessa sposa. I giudici lo condannarono pertanto a morte, ma il popolo lo assolse in ammirazione del suo valore; cfr. Liv., i, 26. Cic., Mil. in, 7. Gli Orazii sono ricordati De Mon. il, 11, 20. Si accenna pure a loro senza nominarli, Par. vi, 39.
   Orazio, Quintus Horatius Flaccus, celebre poeta latino, n. a Venosa nella Puglia l'8 decembre del 68, m. il 27 novembre dell'8 a. C., autore di Odi, Satire, Epistole e dell'Arte poetica. Sulla sua vita e le sue opere cfr. Walckenaer, Histoire de la vie et des poe'sies d'Horace, 2a ediz., 2 voi., Parigi, 1858. Noél des Vergers, Étude biographique sur Horace, Par., 1855. Boissier, Borace et