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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume II - M-Z
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1899, pagine 2200
Oratore
a questo giorno, combatterono e combattono invece fieramente chi per l'una, chi per l'altra opinione. Che secondo la finzione poetica dell'Alighieri il mistico viaggio e' lo facesse nella primavera dell'anno 1300 è un fatto, sul quale (ad onta del GriDN.: « Che Vanno della visione di Dante è il 1301 e il dì natale il XVIII maggio 1267, » Udine, 1865) non può cadere verun dubbio ed è anche ammesso si può dire da tutti. In quanto poi al mese ed al giorno in cui il mistico viaggio prende inizio, le opinioni sono discordanti : chi dice che Dante si trovò nella selva oscura la notte dal 24 al 25 marzo del 1300, chi la notte dal 4 al 5 aprile, e chi quella dal 7 all' 8 aprile dello stesso anno, per tacere di altre opinioni oramai antiquate e pertanto inattendibili. Concernente la durata del mistico viaggio, secondo alcuni essa è di 10, secondo altri di 8 giorni ed altri calcolano persino le ore ed i minuti. L'Agnelli (p. 138) : « Il Poeta consumò una notte e un giorno nella selva; una notte ed un giorno nel percorrere e nello scendere i vari cerchi infernali; una notte e un giorno nel passare dalla ghiaccia alla superficie dell'altro emisfero; tre notti, tre giorni e la metà di un altro giorno nel Purgatorio, e ore 24 nel salire fino all'empireo attraverso tutto il mondo materiale, in tutto ore 174. » - Nociti (p. 27): « Riassunto: Inferno ore 33; Purgatorio ore 100; Paradiso ore 33. Totale ore 166. » - L'entrare nell'ardua questione non potendo naturalmente essere di questo luogo, rimandiamo lo studioso ai lavori seguenti (oltre i commenti propriamente detti): N. Ba-rozzi, Sulla durata, sull'anno e sul giorno della visione, nel volume: I codici di Dante Alighieri in Venezia, Ven., 1865, appendice il. G. G. Vaccheri e C. Bertacchi, Cosmografia della Div. Com. La visione di Dante Al. considerata nello spazio e nel tempo, Torino, 1881. C. Bertacchi, Dante geometra, Torino, 1887. C. Galanti, La Pasqua nella Div. Com. (Lettere su Dante Al. il, 23), Ripatransone, 1887. G. Agnelli, Topo-Cronografia del Viaggio Dantesco, Milano, 1891, p. 104 e seg. Buscaino Campo, Studi Danteschi, Trapani, 1894, p. 117 e seg., 168 e seg., ecc. G. A. Nociti, Orario completo della Div. Com., Cosenza, 1894.
Oratore, dal lat. orator, Chi o Che ora, Chi o Che prega; Par. xxxm, 41, nel qual luogo i più e più autorevoli testi hanno nell'orator altri invece negli orator. Ma lì Voratore era un solo, cioè San Bernardo. Lan.: « Dice che gli occhi di nostra Donna guardavano fisso nello oratore, cioè in santo Bernardo, ed erano quelli segni che ferono demostrazione, che molto li erano in piacere li devoti prieghi. » - Lo stesso ripetono alla lettera Ott. e An. Fior. - Petr. Dant., Falso Bocc., ecc., taciono. - Cass.: « Nell'ora-