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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume II - M-Z
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1899, pagine 2200

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   1382 Orario della Divina Commedia
   questi denari, tanto lor siete voi più riverenti e devoti. Onde intra voi e gl'idolatri non è altra differenza, se non che eglino sono idolatri, e voi siete grandissimi idolatri. » - Land.: « Non è differentia da voi a quegli che adorano gl'Idoli, se non ch'essi adorano un Idolo, et voi n'adorate cento: et pone cento numero finito, per l'infinito, perchè voi adorate i denari, i quali sono infiniti. » - Tal. tira via; Veli, ripete, quasi alla lettera, la chiosa del T^and.- Gelli: « Non è altra differenza da voi a quelli che adorono gl'idoli, se non ch'eglino onorono un idolo solo, e voi ne onorate cento; perchè quanto più avete, più desiderate. » - Dan. si ferma soltanto sulla lezione, volendo leggere onrate invece di orate. JBuonanni tace in proposito. Primo il Cast, trovò nel verso una difficoltà: « Ora che gl'Idolatri adorino unó idolo e non più, questo non credo io. Anzi spezie d'Idolatria s'è il numero degl'iddij. Ed è da trarre fuori d'Idolatre, Idolo, acciocché s'abbia il senso compiuto: se non che eglino uno idolo orano e voi n'orate cento, cioè infiniti idoli, e quanti sono i denari d'oro e d'argento.»- Fieni.: «Non che l'Idolatra adorasse un solo, ma perchè ogni popolo riconosceva qualche suo nume con culto speciale. » - Lomb. : « Per quanti idoli si adorassero gl'idolatri, ne adorate voi cento volte più, poiché vi fate idolo ogni pezzo d'oro e d' argento, ogni moneta. » - La stessa chiosa ripetono, quando alla lettera, quando con qualche mutazione di parole, parecchi moderni. - Ross. : «E che altro divario è da voi agl'idolatri, se non che, in paragone, essi adorano un Dio in faccia a cento che voi ne adorate. » - Nei tempi moderni chi volle intendere per l'idolatre il popolo d'Israele che adorò il vitello d'oro, e chi propose di leggere: se non ch'egli è uno, cioè: Dio è uno, e voi ne adorate cento. Quando tutti gli antichi per più secoli vanno essenzialmente d'accordo, e nella lezione e nell'interpretazione, non vuoisi scostarsene a meno di avere ragioni indiscutibili, che qui non hanno luogo. Che gl'idolatri adorano non un Dio, ma più Dei, lo sapevano gli antichi così bene come i moderni.
   Orario della Divina Commedia. Nella sua forma esteriore il massimo Poema di Dante è la descrizione di un suo viaggio per i tre regni del mondo di là, il quale viaggio incomincia nella selva oscura, va dall'alto al basso, giù per le diverse regioni dell'Inferno sino al centro della terra dove è Lucifero, poi dal basso in alto, dal centro della terra sino al Paradiso terrestre, e finalmente su per le regioni aeree, dal Paradiso terrestre sino all'Empireo. Naturali sono quindi le due domande: Quando ha questo viaggio incominciato? e Quanto tempo ha durato? Nel rispondere a queste due domande i Dantisti non andarono d'accordo sino