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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume II - M-Z
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1899, pagine 2200
1380
Ora, Or
cuizioni, dice: Da la privi'ora, che è quando lo sole entra nella quarta, a quella che seconda, cioè a quella che seguita, l'ora sesta, che è la prima dell'altra quarta, Come'l Sci muta quadra, cioè che è quella ora che seguita l'ora sesta, quando lo Sole muta quadra che è la prima dell'altra quadra, sicché dalla prima dell'una quadra a la prima dell'altra quadra v'è in mezzo ore 5, sicché cinque ore stette Adam et Eva tra innocente e nocente in paradiso delle delizie, secondo la Azione dell' autore. »- Antonelli : « Il Poeta ha collocato il Paradiso terrestre in vetta al monte del Purgatorio, il quale egli rappresenta più elevato di quanti ne sorgono sulla terra sopra del livello del mare. Dicendo che visse ivi con vita innocente e rea dall'ora prima del dì a quella che successe all'ora sesta, come (cioè quando) il sole muta quadra; esprime la opinione, tenuta da varj scrittori antichi, che Adamo soggiornasse nel terrestre Paradiso sette ore soltanto; perchè, supponendo che la creazione avvenisse in primavera, il giorno propriamente detto constava di dodici ore, e la sesta cadeva sul mezzodì, quando il sole muta quadra, cioè quando passa dalla prima quarta parte del giorno completo di ventiquattr'ore alla seconda. - Ad intelligenza del non facile luogo giova osservare che, concernente la questione, quanto tempo Adamo ed Eva dimorassero nel Paradiso terrestre, i SS. Padri e gli Scolastici non andarono d'accordo. Gli uni credettero che i progenitori dimorassero nel giardino di Eden sette, altri 34 anni, altri 40 giorni, altri 8 giorni, altri (Ireneo, Cirillo, Epifanio, ecc.) soltanto alcune ore. Accettando quest'ultima opinione, Dante ammette che Adamo peccasse in quello stesso giorno in cui fu creato, onde la sua dimora nel Paradiso terrestre non avrebbe durato che dalle sei alle sette ore. - 11. Fervere V ora sesta, per Essere il Sole sul meridiano di un luogo; Par. xxx, 2. - 12. Ora, per Fiata, Volta; Conv. i, 11, 20.
Ora, Or, dal lat. hora, Avverbio di tempo presente, e vale Adesso, In questo punto, e sim. Occorre assai di spesso e nella Div. Covi, e nelle altre opere di Dante, nella sola Div. Coni, oltre un centinajo di volte. Notinsi i seguenti usi: 1. Ora, col passato; Inf. xxviii, 3. - 2. In signif. di Però, Adunque; Inf. il, 139. - 3. Talora è particella, colla quale si ripiglia o si continua il discorso ; Inf. x, 1. - 4. Or pur mira! Espressione di rimprovero, che equivale a Guarda, Guarda pure, sprecando un tempo sì prezioso! Sta a vedere che mi fai perdere la pazienza! Inf. xxx, 131. - 5. Ora, riferito a un altro Ora, vale il medesimo che Quando, Talora; Par. vili, 12.- 6. Or ora, così replicato, ha alquanto più di forza, e vale In questo punto, adesso, subito, e sim. Inf. xvii, 50; xviii, 132. Purg. ix, 145, ecc.-