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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume II - M-Z
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1899, pagine 2200
Ora
Veli., Dan., Biag., ecc.) prendono ore nel significato di parti del giorno, costruendo poi diversamente. Primo a prendere ore per aure fu il Torelli, al quale tennero dietro, per tacere degli stranieri, Dion., Lomb., Portir., Costa, Ed. Pad., Ces., Borg., Tom., Br. B., Frat., Gioberti, Greg., Andr., Bennas., Cam., Frane., Poi-, ecc. Questa interpretazione può addurre in suo sostegno le frasi virgiliane :« Ex-ceptant levis auras, » Georg, ni, 274, e « Elamina prima, » Aen. x, 97. Óra per Aura usò Dante indubitabilmente Conv. il, 1, 5. Dà tuttavia da pensare, che per il corso di quattro secoli a nessuno dei tanti commentatori cadde in pensiero di prendere nel luogo controverso ore nel signif. di aure. - 9. Ora, per L'istante della giornata nel quale altri fa per solito qualche cosa; Par. x,33. - 10. La prim'ora, nel luogo Par. xxvi, 141, è la prima ora del giorno nel quale Adamo fu creato. Lan.: « Prim'ora, cioè in quello numero che è tra la prima ora alla seconda, che è simile a quello termine che parte la quarta orientale dalla occidentale nel supremo emisperio che è uno punto, lo quale termine passa lo Sole compita l'ora sesta.» - 0^.:«Dice che stette nel Paradiso delitiarum dalla prima ora, cioè in quello numero che viene a dire mo, eh'è tra la prima ora e la seconda, eh'è simile a quello termine che parte la quarta orientale dalla occidentale nel supremo emisperio, che è uno punto; lo quale termine passa lo Sole, compiuta l'ora sesta. » - Cass.: « Dicit Ugo de sancto victore ita circa hoc non autem cecidit Adam statim sed per ali-quam moram in paradiso stetit cum scriptura dicat soporatum eum fuisse et animalia ante eum ducta sunt quibus nomina imposuit et cum dicat etiam quod dum ipse Adam et èva peccassent audiverunt vocem dei ad auram post meridiem et asconderunt se et hoc dicit per illa verba quando sol mutat quadram horam sextam narn dies tunc erat 12. horarum. scilicet. in medio rnartii quando sol procedit per duos quadratos aspectus in die solari quorum quilibet est. 90. gra-dum sive sex horarum et sic cum tunc ibi in sexta die predicta sol processit per tantum spatium temporis sequitur quod mutaverit dictum aspectum quadratum ulterius procedendo et sic sol ejus horam sextam in alium quadratum aspectum - a quella che seconda, quasi diceret quod prevaricatus est in hora sexta sexti primi diei. » -Benv.: « Breviter et sententialiter non vult aliud dicere nisi quod stetit in ilio paradiso sex horis completis, scilicet ab hora prima usque ad sextam; quod spatium assimilat i 1 li termino, qui dividit quartam orientalem a quarta occidentali in nostro hemisperio superiori, quem punctum transit completa hora sexta. Dies enim na-turalis qui continet diem et noctem constat ex viginti quatuor horis, et habet quatuor quartas, quarum quaelibet habet sex horas. » - Buti : «Parlando come poeta l'autore nostro, chè parlano li poeti per cir-
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