Stai consultando: 'Enciclopedia Dantesca Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L', Giovanni Andrea Scartazzini

   

Pagina (148/1180)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina      Pagina


Pagina (148/1180)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina




Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

Aderisci al progetto!

   
[Home Page]




[ Testo della pagina elaborato con OCR ]

   138
   Arrio
   rono nel Poggio di Fiesole, e più specialmente alla Lastra. Hanno gli Arrigucci avnto Consoli, e tra questi un Compagno di Arriguccio nel 1197, ricordato nella compra del castello di Montegros-soli, e poi di nuovo nel 1204. Trovaronsi alla battaglia di Monta-perti nel 1260, nella persona di Neri Bordello, figlio di messer Sovelo degli Arrigucci; quello stesso che segnò poi la pace coi Ghibellini nel 1280. Le loro case furono malconcie dagl'imperiali, quando il costoro partito per alcun tempo prevalse, e le loro castella in contado distrutte. Un Alessandro di Daniello Arrigucci fu nel 1389 mandato ambasciatore al pontefice per far lega con la repubblica fiorentina. Per essere stati gli Arrigucci molto potenti, tardi furono ammessi al godimento de' supremi onori della magistratura nella Repubblica, dalla quale furono anche talvolta resi incapaci (ammoniti), e talora relegati fuori della città e dominio de' Fiorentini. Figurarono nel secolo XV nel partito contrario ai Medici; e a Michele Arrigucci toccò di assaporare l'amaro pane dell'esilio, e di esser poi fatto ribelle per aver impugnate le armi nel 1434 per impedire il ritorno alla patria a Cosimo il vecchio dei Medici. Si spense questa famiglia per la morte di Luigi di Andrea Arrigucci, avvenuta a Roma l'il novembre 1656. » Lord Vernon, Inf., voi. n, p. 419 e seg.
   Arrio, il famoso fondatore della setta degli Ariani; Par. sin, 127. Secondo Epifanio (Haer. lxix, 1) era oriundo dalla Libia, e fu discepolo del celebre presbitero antiocheno Luciano. Fu Diacono in Alessandria nell' Egitto, dove si era recato al tempo del vescovo Pietro (300-311) in età già avanzata (Epifanio lo dice jépcov — vecchio), e dove nel 313 fu eletto Presbitero. Morì improvvisamente a Costantinopoli nel 336. Cfr. G. M. Travasa, Stor. della vita di Ario, Yen., 1746. Insegnava che Cristo non è eterno e consostanziale al Padre, essendo spiritualmente generato dal Padre. La sua dottrina era: Oxt, ó ulòc; oox éaxiv àysvTjxog, oòSs (ispog àysvvyjxou xax oòSéva xpórcov, àXX' ooxs sì; òuoxsl,ìévou xtvòg, àXX' oxi ¦9-sX^iJ.axt xaì pooXv; ÒTtsaxv) Tipo xpóvwv xaì upò aìcóvtov, rcXyjpvjc; ¦freòg, jiovoyevv'jg • àvaXXoìwxog, xaì upìv ysvvvjSyj Tjxot xxta8À vjxot, ópiaO-^ r\ 9-s[ìsXiu)#à, oux rjv • àyév^xog yàp oùx vjv; Arti epist. ad Euseb. Nicom. in Epiph. Haer. lxix, 6. Oox àeì ò frsòs ttaxì<]p yjv, àXX' oaxspov yé-yovsv • oùx àsì yjv ó utòg, oò yàp Tjv upìv yevw]-9§ • oux saxiv sx xoD uaxpòg, aXX' si; oùx ovxcov ÓTtéaxyj xaì aùxòg • oox èaxtv ìStog xyjg oòaìag xoO Ttaxpóg. Kxìajj,a yap saxt, xaì 7ioìY)jj,a, xaì oux saxi,v àXyj-¦ikvòs •9-eòg ó Xptaxòs, àXXà [isxox'S aùxóg èd-sonoirj&Y]. Oòx oE8s xòv Tiaxépa àxpipùjg ó ulòg, oìixe ópq, ó Xóyog xòv uaxspa xsXetcog • xaì ooxs covisi, otixs yivcóaxsi àxpi^wg ó Xóyog xòv ixaxépa • otix saxiv