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Corrispondenza familiare femminile
fatta su buoni scrittori italiani
compilata da Salvatore Muzzi
Zanichelli Bologna, 1871, pagine 272

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   — 142 —
   Altra Lettera di Officiosità
   Alla sigContessa Angiola Ariosti, — a Bologna.
   Egregia Signora.
   Oh graziosissima letterina ! Non bisogna altra scusa dell'essere stata un po'tarda: basta essa sola a scusare ogni tardanza, o piuttosto a farla dimenticare del tutto. Che piacere leggendola e rileggendola come ho fatto più volte! Nitida, disinvolta, arguta, gentile; di tal costume in sostanza e di tal portamento, quale appunto dee essere delle lettere familiari. Prosegua pure così, chè se il mio giudicio vai niente, ella ha preso 1' ottima strada. Alcune piccole cosettine noteremo insieme, come prima potrò venire a trovarla, chè il desidero certo. Intanto io mi rallegro con Lei cordialissimamente del frutto che raccoglie così per tempo da'suoi studii, e le rendo moltissime grazie della parte che me ne va cortesemente facendo. La traduzione vedrò volentieri; ma sia con tutto suo comodo. Tutti i salutati da Lei e dal gentilissimo signor padre, risalutun Lei e il signor padre altresì a cento doppi: e quanto a me, io credo di dover pregare amendue ad onorarmi un po' meno, acciocché io non venga in tanta superbia da voler essere perciò onorato da tutti, chè già comincio a sentirmene tentazione. Scrìverei di buon grado più a lungo; ma chi dee portar la lettera non mi consente più tempo. Pazienza per questa volta. Mi conservi la sua stimatissima grazia; chè io sono e sarò sempre
   Villannova, 4 ottobre 1742.
   suo dev.mo servitore Domenico Fabri.
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