LETTERA DI LODE
Alla sig.a Maria Selvaggia Borghini, — a Pisa.
Bella, bella, ma bella davvero è la Canzone che Vostra Signoria Ill.ma ha fatto in onore del signor Alessandro Marchetti. Io me ne rallegro con lui e me ne rallegro con V. Signoria, maestra di così nobile opera. Le dico di nuovo che è bellissima, e tutta piena di pensieri e di similitudini pellegrine, sostenute e nobilissime, che non possono sovvenire se non ad un grande poeta, il quale nello stesso tempo sia gran filosofo, e filosofo nelle scuole della miglior filosofia. E se anco sovvenissero ad un gran poeta, non so poi s' egli potesse spiegarle con quella gentilissima facilità con la quale le ha spiegate Vossignoria, e con quella evidenza nobilissima, che mi ha fatto stupire. Viva la Signora Maria Selvaggia, che è lo splendore e la gloria della nostra Toscana. Il suo nome vivrà eterno. Questi sono i miei voti. Mi conservi V. Signoria Illustrissima il suo affetto: e supplicandola a riverire in mio nome la signora sua madre, ed il signor suo fratello, le bacio cordialmente le mani.
Firenze, 10 Giugno 1690.
Francesco Redi.