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Chi si aiuta Dio l'aiuta
Storia degli uomini che dal nulla seppero innalzarsi ai più alti gradi
Samuele Smiles (tradotto da Gustavo Strafforello)
Editori della Biblioteca Utile Milano, 1867, pagine 327

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   chi si aiuta dio l' aiuta.
   tiè imbarazzare nè intimorire Wellington, la cui energia cresceva invariabilmente in proporzione degli ostacoli che dovea superare. La pazienza, la fermezza, la risolutezza con cui condusse fra mezzo a difficoltà gigantesche la campagna peninsulare è forse una delle più belle cose ¦che si trovano nell'istoria. In Ispagna Wellington diè prova non solamente del genio del generale, ma anche della rara saviezza dell'uomo di Stato. Quantunque il suo temperamento fosse in sommo grado irritabile, l'alto suo sentimento del dovere gli permise di frenarsi, e a coloro, che il circondavano, la sua pazienza pareva inesauribile.
   Il suo grande carattere non fu mai macchiato dall'ambizione, dall'avarizia o da altra abbietta passione. Quantunque uomo di potente individualità, era fornito di una grande varietà di nobili doti. Terribile in guerra come Napoleone, era pronto ed audace come Gli ve, accorto ed assennato come Cromwell, puro ed intemerato come Washington. Ei lasciò una fama imperitura, fondata su campagne memorabili guadagnate con sottili combinazioni, con fortezza d'animo cui nulla poteva stancare, con audacia sublime e con pazienza fors'anco più sublime
   L'energia manifestasi per solito con la prontezza e la risolutezza. La Società Africana di Londra chiese al viaggiatore Ledyard quando sarebbe pronto a partire per l'Africa; ei rispose subito: Domattina! La prontezza del celebre maresciallo prussiano Blucher gli procacciò nell'esercito il soprannome di Maresciallo Avanti (Vorwàrts). Anche Sir Colin Campbell, nominato comandante dell' e-sercito dell' India e interrogato quando potrebbe partire,
   i La fortezza d'animo e la perduranza di Wellington procac-ciarongli il sopranome di Iron Duke (Duca di ferro) ; ma nonostante le sue incontrastabili qualità, l'autore la esalta forse soverchiamente secondo il vezzo generale degli Inglesi. (N. del Trad.)