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Catalogo della Biblioteca del Liceo Musicale di Bologna - Volume I

Gaetano Gaspari
Libreria Romagnoli Dall'Acqua, 1890, pagine 417

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   lt)10
   TEORICA
   » li umilissima riuerenza prego S. D. Maestà à » concederli ogni maggiore e più compita felicità.
   Di casa il dì 15. di Gennaro 1G40.
   » Di V. Eminenza
   » Humilissimo e Deuotissimo Seruitore » GIO. BATTISTA DONI. »
   Al Nobile et Virtuoso Lettore.
   Come hò procurato sempre che ogni mia attiene » apparisca quale eli' è appresso il giuditio del » Mondo, così anco non in' è parso fatica di stare » à sindicato, quando alcuna di esse da chi che » sia potesse essere sinistramente interpretata. » Però ti prego Discreto, & Virtuoso Lettore, » prima di passar auanti, che ti coinpiacci d'in-» tendere quello che m' occorre in materia della » publicatione di queste mie fatiche Musicali. » L' hauer dato fuora gì' anni passati il libro » antecedente à questo, & forse fuor di tempo; » facendo io molto diuersa professione da quella » di Musico; & poi in forma di Compendio (onde » riesce à molti difficile per causa della breuità) » non per altro è seguito, che per tema eli' io » haueuo, che qualch' vno non si facesse honore » delle mie fatiche; & in particolare della re-» staurazione de' veri, & antichi Tuoni ; in che » consiste il più bello, & importante segreto di » questa facoltà: hauendo gran cagione di temere » di ciò, sì per i discorsi molte volte tenuti da » me in questa materia; come per quel poco di » lume datone già da alcuni uirtuosi Gentilhuo-» mini miei Compatriotti : facendomi gran me-» rauiglia, come da quel tempo in quà nessuno » si sia messo di proposito à perfettionare, & » ridurre in pratica cosa tanto importante, & » curiosa. Mà finalmente n'ò cessata in me la » merauiglia, quando hò conosciuto per espe-» rienza esserci hoggi in Europa molti pochi, che » di questa sorte di Musica erudita & specula-» trice habbino vaghezza: se bene altrettanta » ammirazione hò preso poi nel considerare la » strauaganza di questo secolo; nel quale fio-» rendo ogni sorte d'eruditione, e scienza; questa » sola (che per auuentura è la più bella e di-» letteuole) sia così poco conosciuta, e stimata. » Nessuno dunque dee marauigliarsi che da due » secoli in quà in circa che questa Professione » insieme con l'altre più nobili hà cominciato à » risorgere, materia così principale, come è quella » de'Tuoni, sia rimasta frà le tenebre: mà più » tosto, che hauendo hauuto l'altre facoltà, verbi » gratia, la Medicina, e 1' Architettura, molti » professori di esse, segnalatissimi nell' erudi-» tione, nel giuditio, nella nobiltà de' concetti, » politezza dello stile &c. questa per il contrario » sia stata così poco auuenturata, che di tanti » che ne hanno scritto, solo cinque ò sei al più » meritino d'esser letti. Onde procede chetanti^ » gli resti ancora della barbarie de gì' vltimi* » secoli; & si risenta forse più dell'altre Pro-» fessioni, delle calamità passate. E tuttauia più » in questo che nel restante, sentiamo ogni dì » persuadersi il volgo, che si sia peruenuto al » colmo; & pareggiati, anzi superati gl'antichi. » Mà lasciando questo per vn'altro Discorso; & » venendo al successo che hanno hauuto sin ora » questi miei scritti, quanto auuerrà che sia » bastantemente conosciuta 1' vtilità che conten-» gono, non mancherà forse chi si stupisca che » in vn secolo così erudito; nel Principato di » così gran Pontefice, e singolare fautore de » gl'ingegni; in vna Roma, doue tanti gran per-» sonaggi risiedono, e doue ogni nobil profes-» sione, e la Musica principalmente è in tanta » stima, habbino sin' al presente fatto così poco » progresso; e che non si sia già fabricato al-» meno vna ventina d' instrumenti. Mà cesserà » poi ogni stupore in loro, quando liaueranno
   » compreso quanto grande sia stata d' alcuni » la malignità e 1' invidia verso di me; e come » in vece di secondare i miei disegni (dal che » non poteuano sperare se non honore e pro-» fitto ) habbino più tosto cercato per ogni verso » d'attrauersarli ; con screditarli massimamente » appresso i Grandi, che con 1' autorità loro gli » haurebbero forse aiutati, e promossi: doue io » posso dire con uerità, di non hauere hauuto » vn minimo aiuto, nò d'opera, nò di consiglio; » ò sia nel comporre queste opere, ò nella fa-» brica de gì' Istrumenti: mà il tutto in' è con-» uenuto cominciare, proseguire, e terminare à » costo delie mie vigilie, sudori, e facoltà. Quanto » poi io mi sia in ciò affaticato non dee giudi -» carsi solo da questi trattati, e dagl' Istrumenti » che hoggi si praticano; poiché altrettanto forse, » ò più, m' è bisognato ìrauagliare in dar ad » intendere ad alcuni amici presenti co' 1 discorso, » & altri absenti con lettere, l'essenza e pro-» prietà de' 'eri Tuoni, & 1' vso loro ; e de gì' I-» strumenti per ciò fabricati; & in altre cose » simili. Mà non pertanto mi pento, ò mi pentirò » giamai delle fatiche durateci ; benche così poco » gradite. Prima, perche al virtuoso operare è » bastante premio la conscienza istessa. Secondo, » perche hauendo sin da principio conosciuto che » questa non è mercantia da ogni fiera,come si » dice; & hauendone per ciò escluso la Volgar » Gente, come si può vedere nella fine del Com-» pendio; e dall' altra banda vedendo eh' è stata » accarezzata, e gradita più che non saprei de-» siderare da due ò tre Signori non meno per » l'esquisita letteratura, che per la nobiltà del' » sangue, e gentilezza de'costumi singolarissimi; » oltre l'Eminentissimo Signor Cardinale Antonio » Barberini principe d'incomparabil generosità. » e d'eleuatissimo intelletto (à cui l'editione di » questo libro singolarmente è douuta) assai mi » pare d' hauere conseguito il mio fine, veden-» dola essere piaciuta à chi era principalmente » destinata. Nè dubito punto che dall' esempio » di quelli molti altri mouendosi, si compiace-» ranno d'essercitarsi in questa veramente no-» bile e cavalleresca Musica; nella quale spa-» tiosissimo campo se gì' apre di nouità singolari » & eccellenti in ogni sorte di melodia. Però a » voi riuolgendo il ragionamento, ò Giouani no-» bili & eruditi, che delle dolcezze Musicali pren-» dete diletto, con vn solenne inuito v' essorto a » far qualche saggio di questa, già tanti secoli Mu-» smarrita, & liora per la Dio gratia rinouata » sica (doppo che liauerete impiegato qualch' ora » in questi miei deboli scritti) promettendoui che » vi trouerete forse cose molto maggiori della » vostra aspettatione, e che mediante essa vi » sarà facile di segnalarui frà gli altri nelle » compositioni ; non meno che gli soprauanzate » nella nascita, e nella dottrina. Sappiate dunque » valeruene, spiriti gentili e nobili; & à gloria » del Sommo Iddio, ad ornamento della sua » Chiesa Santa, e per honesto vestro diporto, e » confusione di certi guastamestieri (che non » vorrebbono vedere queste nouità) perfettionate » quello che per vtile delle Signorie Vostre è » stato da mè volonterosamente intrapreso. Vi » prego poi a scusare con la vostra solita cor-» tesia il rozzo stile, e 1' ordine poco esatto di » questi miei scritti ; prima perchè non hò hauuto » tempo di riuederli e limarli, come conueniua. » Secondo, perchè hò premuto assai nella chia-» rezza per essere inteso da tutti (quelli cioè » che possiedono i principij di questa facoltà ) » onde taluoita ni' è conuenuto seruirmi con » qualche scapito dell' eleganza di voci basse e » scolastiche, e ridire le stesse cose. Terzo, » perche molte aggiunte v' hò fatto di poi spar-» samente in quà e là, secondo che mi veniuano » in fantasia: e per ciò vi si troueranno ageuol-» mente molte cose strauolte, e poco attaccate.