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Catalogo della Biblioteca del Liceo Musicale di Bologna - Volume I

Gaetano Gaspari
Libreria Romagnoli Dall'Acqua, 1890, pagine 417

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a cura di Federico Adamoli

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   TEORICA
   » della sua patria: Unde plus Auguslus, pa-» terque patriae meae imperator Karolus qualuor » augeri jussit &c. volendo l'orse alludere a' be-» neflci che fece Carlo Magno a Liegi, o all'Ini-» pero. Fa duopo che avanti al nostro Cicogni » poco o assai male fosse in que'secoli barbari » scritto sulla Musica, taichè nel Prologo del » libro quarto potesse scrivere di essa: in se » occultabatur, e poco dopo, che duduin fitil » obscura. Fà duopo anco inferirne che Giovanni » fosse il primo in queir età a scriverne bene, » dicendo che per la sua fatica per 1' avvenire » ad plenum patescet, e che presto si compro-» metteva del suo ristoro jam jam splendebit, » frasi tutte che importano novità e primato. » Divise l'opera presente in quattro libri. Il » primo tratta delie Consonanze, il secondo delle « » Specie, e de'Canti. Il terzo delle Proporzioni, » ed il quarto delle declinazioni. È una con-» serva di tutto ciò che anno scritto molti au-» tori de' bassi tempi su queir arte adunata » come egli dice, de multls dietis auclorum tra » i quali molti io ne ritrovo incogniti al Du Cange, » al Fabricio, e a tutti que' che anno trattato » degli scrittori latini de' mezzi tempi. E siccome » hà dato ad essi un ordine nuovo, e migliore, » per ciò ha dato all' opera sua il titolo di Mu-» sica nuova. Et ob hoc, quod noviter melius » erit ordinata, nova sii nuncnpata.
   » Nel copiarla ho a lei lasciati que' difetti che son » propri della sua età, come per esempio i suoi » barbarismi, ed una certa durezza di sintassi. » Onde non si meravigli se alle volte leggerà » melum in luogo di melos, lovis invece di lu-» piter, tultus per tolto, e simili. Così al Libro I. » Cap. VII. Inde Moyses dictus quasi de aqua » tultus. Ho posto nel margine esattamente tutte » le piccole chiose, e nel testo a' suoi propri » luoghi tuttociò che vi fu o corretto, o aggiunto.
   » Ilo adunque ristretto il mio arbitrio a certi errori » evidenti, che hò corretto, alla chiara mancanza » di qualche termine che hò supplito, ed a qualche » vocabolo inavvèrtentemente dal copista ripe-» tuto, e da me cancellato. Il titolo dell' opera » proposto a ciascun de' quattro libri è mio, e di » presente, che per di lei mercè sappiamo l'au-» tore, invece d' Anonimo può porre di Giovanni » de' Cicogni - E sempre disposto a' suoi comandi » colla più sincera venerazione mi soscrivo » Di V. P. M.to Rev.da - Firenze » 21 ottobre 17G1
   » Devotis.mo Oblig.mo Ser.re V.° » LORENZO MEHUS. »
   Piacque al Mehus di apporre a ciascuno de' quattro libri in che 1' opera è ripartita un titolo da lui ideato alla sua maniera d' intendere, e perciò quello assegnato al primo libro non si addice nulla alfatto alle materie in esso trattate. Pur tuttavia qui li riportiamo per non diffonderci lungamente nella trascrizione dei singoli capitoli di tutt' e quattro i libri, la qual cosa occuperebbe troppi fogli, nò molto può interessare alla bibliografia della musica. - Lib. I. De Conso-nantiis. Contiene questo primo libro 74 capitoli, ed occupa pagine 154. Lib. il. De Speciebus, e abbraccia questo 59 Capitoli contenuti da pagina 155-243. Lib. ITI. De proportionibns, diviso in 21 Capitoli da pag. 244-207. Lib. IV. D    Questa copia del Mehus nel presente codice s'estende a vari altri tp&ttati d' autori anonimi, e a quello di Gio. de Muris intitolato Musica che comincia Quoniam Musica est de numero velato ad tonos e tutti furon trascritti dal codice summentovato «lei suddecano Riccardi. Intorno a queste* copie fatte dal Mehus cosi a lui scrivea il P. Martini:
   « Ora penso che sia patente o chiaro 1' autore del » Codice essere dio. do Cicogni, atteso che il » Libro 3. de Proportionibus è lo stesso che
   » quello hò presso di me, che ò un Codice Fer-» rarese in Pergamena copiato da un Religioso » Carmelitano, in cui trovasi scritto : et sic finis » per me Fre lo. Bonadies. 1473. 20 Obrls in » Conventu Manine. Lo svario che passa fra il » Ferrarese e il Riccardiano consiste in una pic-» cola Prefazione che comincia : Opus Musicae de » proportionibus lo: deciconijs Canonici Padue. » Venerabili Viro et egregio Domino lo : Gasparo » Canonico Vicentino benemerito, nec non Can-
   * tori preclaro. lo: Ciconia de Civitate Leodiensi » Canonicus Paduanus &c. Inoltre il Riccardiano » termina al Cap. 21, e il Ferrarese proseguisce » sino al Cap. 25. Dal p.° Cap. sino al Cap. 18,
   * ambidue corrispondono ad litteram ; comincia » la varietà del Ferrarese dal Cap. 19, sino al » fine, et ò da notarsi che al Cap. 25 tratta de » Signis et Cyfris diversorum Auctorum, che » sono le Figure, e i Tempi dellà Musica Figu-» rata, la quale non ha avuto principio se non » che nel Secolo XIII. Da ciò io rilevo verisimil-» mente che Gio. Ciconia sia vissuto o nel fine » del XIV o nel principio del XV Secolo. Tanto » più che nell' accennato Cap. 25 del Cod. Fer-» rarese egli nomina Magister Franco de Colonia » Prothonotarius, che visse nel XII o XIII Se-» colo come da un Codice Vaticano e Ambro-» siano; Marcliettus de Padua scrisse nel 1274, » come da due Codici consimili; lo. de Muris » visse nella metà del XIV Secolo come da di-» versi Codici che sono presso di me. Per raag-» giormente assicurarmi ho scritto in Padova » facendo ricercare dai libri dell' Archivio del » Capitolo, per scoprire il tempo in cui Gio. » Ciconia fu Canonico. Da un Codice in Perga-» mena che ho presso di me, e che dal carattere » si conosce esser del principio del XV Secolo, » in cui vi sono molte composizioni in Contra-» punto di varj Autori, fra' quali di Gio. Ciconia, » mi dà conferma; sicché ho motivo di credere » essere fiorito o nel fine del Secolo XIV o nel » principio del XV. Che è quanto per ora m' oc-» corre di dirle, riserbandomi a darle ulteriori » notizie se mi si scopriranno. Rendo intanto » distintissime grazie a V. S. 111.ma e Rev.ma » per la fatica e attenzione praticata in favo-» rirmi, e col più profondo rispetto e venerazione » passo a dichiararmi
   » Bol.a d. 3 novembre 1761.
   » Dev.° Ob.° Serv.
   » F. GIAMBATTISTA MARTINI. >>
   Della presente opera del Cicogni discorre anche il La Fage nella Diphthércgraphio a pag. 375, riportando i titoli dei cinque libri in che dividasi il Trattato.
   Cimelio Tomaso (Napolitano). Della por-fettione dello 4.ro note maggiori massima longa breue soinibreuo, elio cobi da gli antichi sono detto modo mag-gi°re I----j modo minore , _______j, che
   è minor figura questa longa. Il tempo che è la breue j—, che fu la prima nota
   quadra trouata ecc. - MS. in 4° della metà del Secolo XVI. Sono otto sole carte; dopo le quali ne succedono tré altre con esempli di Musica. Il presente manoscritto ò di bellissima scrittura.
   Questo scritto fu occasionato dall' essersi mandato al Cimelio certo canto da correggere, come si ricava dalle primo parole dei codicetto : Prima eh1 io uenga alla correttione dèi precedente canto a me mandato dal mio ms.....e a car. 3 tergo :