lt)188
TEORICA
» Al Molto Reverendo et Magnifico Signore » Monsignor Traiano da S. Celso.
>» Patrone Horiorando.
* Ilo molti giorni considerato magnifico Signor mio » alla grandezza di quella, et conosciuto la no-» bile Razione, et Parentela di essa. Non è dubbio ¦ » alcuno che non ui nascili. Magnificenza, Libe-» ralità, virtù, et Gentilezza. Onde la perpetua » et fedele seruitù qual tengo con uostra Signoria » mi costringe a dedicarli le fatiche mie, quale è » il piccolo Libretto Compendiolo della Musica » chiamato. Et benché io abbia assai giorni af-w faticatomi, et essaminato di più sorti, et degne » Nationi, A me non è parato eleggere ne deside-» rare maggiore Imperio della Signoria uostra. » La quale si degnerà accettare ii uolere, et » animo mio buono. Et nell'Accademia de serui » suoi minori partecipe farmi. Vale. »
L* opera ha fine con una scusa, e protesta dell'Aron di aver mandati fuori i suoi trattati di Musica senza prosonliont, el Vanagloria, chiudendo il suo libro con queste parole : Et se nelV avenire altro di me, non sì vedrà senza Disdegno too, farò il fine. vale.
Che questo libercolo fosse impresso dopo il 1545, ne dà manifesta prova il vedervisi per entro citato dieci volte il Lucidarlo impresso nel sovrindicato anno 1545, alla qual opera rimette l'Aron il lettore desideroso di vedervi trattate più ampiamente che in questa diverse materie musicali.
Come si rileva dal titolo, il presente Trattatene è un brevissimo compendio degli altri pubblicati già dall'Aron e sul canto fermo, e sul figurato. Dividesi in due parti, la primtydelle quali tratta del Canto Fermo in 50 Capitoli, e la seconda del Canto Figurato in Capitoli 75.
L'opuscolo consta di 38 carte non numerate. Le prime quattro comprendono il frontespizio, la Tavola, e la dedicatoria. Le dodici susseguenti comprendono il trattato del Canto Fermo, ed hanno le segnature A-B-C. Le ventidue che rimangono hanno nuove segnature A-B-C-D-E ; quest' ultima di sei carte, laddove tutte l'altre sono di quattro; e vi si tratta del Canto Figurato.
Nel fol. 10, 23 e 24 fa l'autore onorevol menzione di Giovanni Spataro.
A. B. Synopsis of Vocili Musick: containing the Rudiments of singing Rightly any Ilarmonical Song, delivered in a Method so Solid, Short and Plain, that this art may now be iearned moro Exactly, Speedily and Emily, than ever hereto-fore Wberounto are added several Psalms and songs of .Three Parts. Composed by Englisch and Italian Authors for the benefit of young Beginners, By A. B. Philo-Mus. - London, Printed for Dor-man Kewman, at the Kings Arms in the Poultrey, 1680 - in 8° oblungo.
Entro quest'opera dalla pag. 108 fino alla 133 tro-vansi quattordici pezzi vocali a tre voci di Ilio Giacomo Castoldi ila Caravaggio.
Abbatta! Antonio BSsuri». Codice contenente diversi Discorsi o Lezioni Accademiche recitate dall'Abbatini in divorai anni dal Ititi;) al 1668, e probabilmente in alcuno delle Accademie di Roma. Autografo n' ò il manoscritto c in forma
di foglio. Ecco l'indico dei Discorsi come son legati nel Codice :
1.° Della forma delle Consonanze (anno 1668).
2.° Lettiono 4a De Genere multiplici et ejus speciebus. (Li 3 Luglio 1668).
3.° De Generi di Proportione.
4.° Lezione 5a. Del genere moltiplice, e delle Proportioni che danno la forma agli Intervalli. De Congonantiis ex pro-portionibus eductis Franchini lib. quarto cap. prim. suae Theoriae, doue si dimostrano le Proportioni che danno la forma agli Interualii.
5.' Lettione 6a. De Intervallis.
6.° Lettione 7a. Delle varie spetie dell'8' e della 5'.
7.° De Diatessaron Consonantia. (Li 18 Febbraio 1667).
8.' De la Quarta. (10 Gennaio 1668).
9.° Che per formare una perfetta armonia non sono meno necessario le dissonanze che le consonanze istesse. (26 Novembre 1666).
10.° De Dissonanti. (14 Dicembre 1666).
11.' De usu Dissonantiarum.
12.' De Dissonantiis.
13. Dei tre Moti. Moto Retto, Obliquo, o Contrario.
14.° Che i Modi ò Tuoni sono sei. (Li 11 Settembre 1667).
Benché in alcuno di questi Discorsi si vegga duplicato o per dir meglio ripetuto l'argomento che portano in fronte, pure sono fra loro affatto diversi, e dalle molte cassature sembrano gli uni i primi abbozzi, gli altri la buona copia, come ne dà prova la parola letta che si vede scritta dall'Abbatini in varie di queste sue Lezioni Accademiche. Tutte sono in polita favella italiana, sebbene diversi dei surriferiti argomenti si veggano in latino.
Dal vedersi un'Accademia degli Assorditi in Orvieto dove del 1633 era 1' Abbatini Maestro di Cappella, potrebbe arguirsi che per quell'adunanza egli avesse composti questi suoi Discorsi. Ma negli anni 1566, 67 e 68 ei non era per certo in Orvieto ; e perciò giova creder piuttosto che fossero recitati in qualche Accademia di Roma.
Posteriormente apprese il G aspari che nella casa stessa dell' Abbatini in Roma tenevasi questa Accademia una volta il mese; e ciò seppe dal discorso premesso dal Canonico Arcangelo Spagna al suo primo tomo degli Oratori.
Adam».- de Fiiltìa. Adami de Wuldu (de Fulda) Opusculum musicale. Copia manoscritta, in fol.
questo autore è vissuto sulla line del Sec. XV (1100, si legge in ultimo del manoscritto).
AdeSboldas (o Adcobaldo, corno hassi in Lichtenthai, toni. 3', pag. 136). Musica Adelborti, ad Silvestrum Papam. - Copia estratta da un antico codice Tegeru-acnse, in foglio.