METODI DI CANTO FERMO
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alcuni casi, specialmente del quarto Modo, si pretenda indispensabile; e conchiudesi che il Bimolle nel Canto Piano è quasi sempre superfluo e vano.
Dialogo 12°. Quanto s'inganni chi pretende il Quinto e sesto Modo col Bimolle, ossia colla Quarta minore.
IHomigi Marco da Poli. Li primi Tuoni overo Introduttione nel Canto Fermo del Dottor Marco Dionigii da Poli. In Parma, appresso Setk, et Erasmo Viotti, 1648, in 4°. Quattro carte non numerate in principio, poscia fac. 96. (Nella seconda carta havvi):
» Molto Ill.ri e Molto Ren.di miei Signori, e Colle-» ghi, li Signori Sacerdoti del Venerabil Collegio » di S. Girolamo in S. Pietro di Parma.
» E proprio, e commune Instituto, et instinto di tutte * le cose naturali, il tornare alli suoi principij,
> come è questa mia breue raccolta de primi Tuo-
> ni, ò sia Introduttione del Canto Fermo, ap-» punto naturale per esserui poco arteflcio. Ri-» torna col titolo di dedicatone, d'onde hebbe » principio di nascita con 1' operatione ; anzi » ritorna per debito di giustitia à suoi padroni.
> Io non pretendo di hauervi altra parte, che » quella d' hauerla raccolta ; e si come il rasse-» gnarla à loro altri Signori mi assicura dalla » macchia del furto, così l'hauerla messa assieme » mi accerta almeno da quella dell'otio, se bene » l'Api medesime, benche solo raccolgano la » manna dai Cielo, si chiamano auttrici, e fabri-» catrici del miele, à cui sommamente et al vino » confassi la Musica, sendo perciò chiamata Me-» lodia. E Dio li prosperi.
» In Parma li 20 Febraro 1G48.
» Delle SS. VV. M. 111. e M. RR.
» Atfetionatiss. Seruitore, e Collega Il Dottor MARCO D10N1GIJ. »
» Al Discreto Lettore.
» L'Inscrittone di questa operetta non lasciarli loco » ne à te d'aspettare, ne à me di prometterti gran » cose; Poiché l'Introduttioni seruendo à Princi-» pianti, non possono contenere che li Principij » dell' Arte, li quali deuono essere non men breui, » che facili. Quindi è, che tu non sij per vdire » inaudite inuentioni, mentre i Principij hanno » origine con le sue Arti ; Nò io per pretendere » altro merito, che di poca fatica; forse anche » singolarizata dalla facilità e dall'Ordine, ancor-» che questo habbia acquistato altrui il titolo di
> Compositore, come quel che nel nostro tanto » latino, quanto volgare Idioma non sona, che » Ordinatore di cose ritrouate. Ciò dico per since-» ratione di te, e di me, consapeuole nel rima-» nente ancor io dell'Oracolo Antico: yihil non » dictum. Sta sano. »
Il Dionigi era sacerdote e Protonotario Apostolico, come si ha dall' intestazione d' un Madrigale e d' un sonetto in di lui lode impressi dopo il surriferito avviso al lettore.
Nella Conclusione dell'opera, Capitolo ultimo, pag. 92, palesa 1' autore 1' intenzione eh' ei nudriva di por mano a un più copioso trattato, con le seguenti parole : Vi saria da trattare di altre formationi di Tuoni; ma per la loro multipllcità, e per breuità di quest'Opera si tralasciano, riservandolo a più comodo tempo, e copioso trattato, che pure à Dio piacendo formerò. La qual promessa attenne egli difatti nell' altra edizione della sua opera pubblicata in Parma 1' anno 1G67.
- Primi Tuoni, overo Introduzione del
Canto Fermo con 1' aggiunta d' altri Voi. I.
Tuoni del Sig. Dottor Marco Dionigi Guardacoro della Catedrale di Parma. All' IllustrÌ88. et Reverendiss. Monsig. Carlo Nembrini Vescovo di Parma, Conte ecc. In Parma. Per Mario Vigna. 1667, in piceol foglio. Frontespizio e dedicatoria in due earte non numerate, quindi fac. 112.
Secondochò si legge nell'avviso al discreto lettore, la presente edizione è arricchita di quelle aggiunte che l'autore promise nell' ultimo Capitolo della prima stampa : le quali aggiunte sono ben molte, e considerevoli, specialmente nella seconda parte dell'opera.
Erculeo I>. Marzio d' Otricoli. Il Canto Ecclesiastico. All' Altezza Serenissima del Sig. Prencipe Cardinal d'Este D. D. D. In Modena. Per gli Eredi Caseiani Stamp. Episc. 1686, in 4°. In principio 14 carte non numerate, poi pagine 65, ed altre tre carte in fine per la Tavola, e per le approvazioni della stampa.
Dopo le prime quattordici carte non numerate trovasi un secondo frontespizio, ed è come segue : ¦» Lumi Primi del Canto Fermo, Ecclesiastico, » Gregoriano, Corale, ò Piano, cioè stabile, et » uniforme a tutti gli Ecclesiastici. Emendato, » Composto, et Insegnato da S. Gregorio Magno » da Cantarsi diuotainente da Sacri Cori della » Chiesa Militante con Pia Granita, e Maestà, a » similitudine della Trionfante. Per M. E. ad uso » de Scolari Chierici delle Scuole Pie della con-» gregazione della B. V., e S. Carlo, e per loro » essercizio il Confìteor, Fratres, Antifone della » B. Vergine, Adorna Talamum, Si quaerìs, e » Messa de' Morti con li suoi Cinque Respon-» sorij nelle Essequie più solenni , ecc. — In » Modana. Nella stampa delli Eredi Cassiani » Stamp. Episcopali, 1G86. »
- Cantus omnis Ecclesiasticus ad Hebdo-
madae Maioris Missas, Passionem D. N. J. C., Officia Tenebrarum, Lamentatio-nes, Benedictiones, Processiones, etc., juxta ritum S. R. E. Collectus ad usum faciliorem Cleri Uniuersi Cathedralium, Collegiatarum, aliarumque Ecclesiarum, et omnium, qui Gregoriano Cantu in Choro utuntur, ex Missali, Breu., Graduali, Antiphonario, Pontificali, et Rituali Rom. Opera Martii Herculei ex Sacerdotibus Sodalitatis SS.mi Sacramenti co!igregationÌ8 B. Mariae, et Divi Caroli Mutinae. Nobilissimis, ac Prae-8tantÌ88Ìmis Dominis Alumnis almi Col-legii Germanici, et Hungarici de Vrbe D. D. D. - Mutinae, 1688. Ex Typogra-pliia Haeredum Cassiani Impressorum Episc. - In fol. Sei carte in principio non numerate, poi pag. 265, ed altre cinque carte in fine per 1' Errata, e per 1' Indice.
Da un passo della dedicatoria dell' Erculeo ricavasi eh' ei fece i suoi primi studi musicali nel Collegio
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