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TEORICA
Coferati Matteo, Fiorentino. Il Cantore addottrinato, ovvero Regole del Canto Corale, oue con breuo e facil metodo s'insegna la pratica de'precotti più ne-cessarj del Canto Ferino; il modo di mantenere il Coro sempro alla medesima altezza di voce; di ripigliare doue resta 1' Organo ; d'intonare molte coso che fra 1' anno si cantano ed in particolare tutti gli Inni. Con varie aggiunte dell' Autore in questa seconda impressione. Opera di Matteo Crferati Sacerdote fiorentino. In Firenze, per il Vangelisti (senz'anno, ma del 1691), in 8°, di pag. 391 e seguito dal Manuale degli Invitatorj, di pag. 196.
- Cantore addottrinato in tutte lo regolo
del Canto Corale; ovvero Modo facile, e breve per la pratica de' precetti più necessari del Canto Fermo, per mante-nero il Coro alla medesima altezza di voce, e di ripigliarla dove resta l'Organo. Con l'intonazione di molte singolari cose, che fra 1' anno si cantano. In specie Inni, Invitatorj con il lor Salmo, e Offizio parvo della B. Vergine, e dei Morti, con tutte le seguenze, e Antifone da cantarsi alla distribuzione delle Candele, e Palme. Terza edizione ampliata. Opera data in luce dal Molto Rev. Sig. Matteo C'oferati Sacerdote, Cappellano, e Cantore della Metropolitana Fiorentina. In Firenze, per Michele Ne-stenus, o Antonmaria Borghigiani, 1708, in 8°. (Senza dedicatoria). Otto carte non numerate in principio, poi facciate 391.
- Manualo degli Invitatorj co' suoi Salmi
da cantarsi nell'Ore Canoniche per ciascheduna Festa, o Feria di tutto l'anno: nelr Ufizio parvo della Beatissima Vergine, o de' Morti. Coli' aggiunta delle sequenze, e lor Canto, e Antifone da cantarsi alla disfribuziono delle Candele, e delle Palme. Opera raccolta dal Molto Rev. Sig. Matteo Coferati Sacerdote, Cappellano, e Cantoro della Metropolitana Fiorentina. Seconda edizione. In Firenze, 1718. Per Michele Neetenus -in 8°. Quattro carto in principio con numeri romani, poi fac. 200.
-— Scolare addottrinato nelle prime regole più necessarie a sapersi del Canto Fermo, estratto dal Cantoro addottrinato del molto reverendo signoro Matteo Coferati sacerdote fiorentino per più facilità do' principianti. Opera data in
luce da Jacopo Antonio Mariottini sacerdote fiorentino, con nuova aggiunta e correzione. Sesta Impressione. In Firenze, 1726, nella stamperia di Bernardo Paperini - in 8° pic.( di pag. 32.
Collezione di tutti i necessari rudimenti del Canto Fermo Gregoriano, distribuita in dodici dialoghi. Napoli, dalla tipografia di Angelo Trani, 1829, in 4°, di pag. 43.
Corsari Nicola. Istituzione di Canto Fermo e Fratto del sacerdote .Nicola Cor-Bari. Napoli, 1806. Dalla tipografia Orsiniana - in 4°, di pag. 160, e tre tavole in fine.
Dialoghi (l'Autor Anonimo. Dodeci Dialoghi tra Callogistico e Filalete sopra varie questioni in speculativa e prattica di Canto. Opera utile e dilettevole insieme massime per ehi attende al Canto Piano Dedicata al Molto Reverendo Signor Scipione Dehe Maestro di Canto nel Seminario. In Bergamo. Per Francesco Traina, 1761, in 12°. In principio dieci carte pel frontespizio, per la dedicatoria dello Stampatore, approvazioni dei revisori, Prologo dell' Autore e Sommario dell'opera. Seguono i dodici Dialoghi in facc. 156.
Dall' ortografia antica, e dal confutarsi alcune parti dell' opera del P. Giuseppe Frezza, sembra che l'anonimo autor di quest'operetta vivesse o sul fine del seicento o al principio dello scorso secolo. Trattano i. Dialoghi degli argòmenti relativi al Canto Fermo, ed eccone il Sommario:
Dialogo 1°. Dalla mala uitelligenza del vocabolo Tono nascono delle controversie e varietà d'opinioni in fatto di Canto, e se ne spiegano i vari significati.
Dialogo 2°. Dimostrasi ciò che propriamente debbasi intender per Tono.
Dialogo 3°. In che consista l'essenza del Tono in quanto significa Modo.
Dialogo 4°. Proseguesi a parlare degli altri Toni ad uno per uno, dimostrando onde avessero origine gli Autentici ed i Piagali ; perchè cosi si denominassero ecc.
Dialogo E'. Come possa determinarsi il Modo di un dato Canto Fermo; e del cattivo uso di solfeggiar con sei sillabe quando le corde della Scala diatonica son realmente sette.
Dialogo 6°. Disordini che nàscono dal non saperglieli determinare il Modo.
Dialogo 1°. Assegnatisi le regole per conoscere il Modo di tante cantilene di Canto Fermo, le, quali non hanno formalmente e compitamente tuttociò che costituisce 1' essere perfetto di un Modo.
Dialogo 8°. Discopronsi gli errori del Frezia nella sua seconda parte del cantore Ecclesiastico.
Dialogo 9°. Differenza che passa fra Tono, Modo e Salmodia.
Dialogo 10°. Come s'abbia da procedere cantando regolatamente ; e parlasi inoltre del Tritono, del Bemolle e del Diesis.
Dialogo 11°. Dimostrasi superfluo ed Inconveniente 1' uso del Diesis nel Canto fermo, comunque iu