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TEORICA
tua, lioi'c sibi postulant monumenta studij erga Te mei, monumenta sane pulcherrima : quibus retus tradiiur disciplina Psallendi, etc.
Riprodusse il Cari nell'opera qui citata antichissimi liesponsoriali ed Antifonari esistenti in diversi codici della Vaticana e del Monastero di S. Gallo. Abbenchè spogli della notazione musicale li pubblicasse, non è per questo tuttavia che in più luoghi della sua erudita Prefazione non discorra del canto ecclesiastico, e de'Cantori. Neil'appendice sul line del libro inserì inoltre i due opuscoli seguenti : Instituta Patrum de modo Psallendi sire cantaridi (da un manoscritto di S. Gallo). E.ccerptum de Arte Metrica Ven. Jìedae, ubi ratio quaedam tradititi', qua olim antiqui Antiphonas, Responsoria et id g$nus alia modu-labanlur; e tale transunto è così intestato: De Episynalepha vel Diaeresi.
Veggasi Lichtenthal T. III, pag. 203, all'articolo Torninosi Cardinal Giuseppe Maria, e Fétis T.III, pag. G0, all'articolo Carus Joseph-Marie.
11 Cari parla del canto ecclesiastico e nella Prefazione di questo suo libro alle pag. 12, 13, 27 e ii ; poi alle pag. 380. ili, -ìl i e ii2; da ultimo nelle note in line dell'opera alle pag. 13 e 25.
Casignoli Padre (wio. Domenico, Bolo-gnesse, Jfin. Osser. Redolo di Canto Ferino del Padre Gio. Domenico Casi-gnoli, Bolognese , Minore Osservante. Manoscritto autografo in fol., di sole sei carte.
Nel line così sta scritto : « Le intonazioni poscia, e » finali diuersi che puole hauere ogni tuono si » vedrà altroue ; e questo sin qui detto sema » per una brieve, ma basteuole notizia per chi » desidera d'imparare il Canto Fermo per ser-» uiggio di Dio ; e queste poche ciarle scritte in » testimonio del. mio immutabile ossequio, che » per sempre serbarà per il Rev.mo Sig. Arci-» prete I). Gian Antonio Tima di Bologna il suo » Umilissimo ed Os.mo Servitore il miserabile » frate Gian Domenico Casignolidi Bologna Min. » Osserv., che fu suo Predicatore 1' Auuento del-» l'anno 1713 di degna memoria. Amen. »
Caconi Fra €hìo. Agostino, di Spezia
nel Ci e no Venato. Manuale Choricanum ab utriusque sexus Choricistis concupi-tum, clericis omnibus necessarium, et maxime juvenibus. Per F. Jo. Augu-stinum Casonum de Spedia Min. Ref. Prov. Genuue annotatuin , collectum , dispositum. - Anno 1649. Genuae, Ex officina Farroni, in 32. Otto carte in principio non numerate , poscia 247 pagine, con tre carte in fine per la Tavola. (Nella seconda carta è impresso quanto segue) :
» Fr. .loannes a Neap. Totius Ord. S. P. Francisci » (tener. Minister et Seni. Dilecto Nobis pluri-» munì in Christo Patri Fratri Joanni Angustino » de Spedia. Prouinciae Nostrae Reformatae » Genuae concion. Lect. COnf. et Secretarlo.
» Salutoni in Domino.
» Ut Manuale choricanum à te noviter dispositum , » collectum, atque annotatuin prò commodiori » chorieistarum vsu Typis Mandare possis, et » valeas, Ilaruiu Nostrarum serie (seruatis ser-» uandis), faeultatem tribuimus. Vale, et prò » Nobis Deum depraecare memento. Dat. Genuae
» in Conuentu Nostro S. Mariae Pacis, die 8
* Maij 1818.
« Fr. JOANNES DE NE APULI Minister Generalis. »
Era dunque codesto Frate Casoni non solo musicista, ma eziandio Predicatore, Lettore, e Segretario nella provincia di Genova.
L' opera è stampata con bei caratteri musicali, e noi fine v' hanno delle Litanie e degi' Inni in canto figurato a più voci.
Cerone 1>. Pietro, Bergamasco. Le Regole più necessarie per l'introduttione del Canto Fermo. Nuovamente date in luce dal Reuer. D. Pietro Cerone Berg. In Napoli. Per Gio. Battista Gargano, e Lucretio Nucci, 1609, in 8° pie. Opuscolo di face. 39. (A tergo del frontespizio v' ha la seguente dedicatoria) :
» Al Molto Reverendo D. Francese' Antonio Falco.
» Don Pietro Cerone. S.
» Più volte la R. V. in' ha esortato, che à laude d'Iddio, » utilità de' poveri Ecclesiastici, ed altresì de li » desiderosi di tenere i principij de la Musica » piana con fondamento, douessi ordinare alcuno » breui regolette, le più utili e più necessario : » acciò molti, che s' esercitano in quella come «ciechi, vengano ad essere illuminati. Dono » considerato l'ottimo ed honesto desiderio vo-» stro (non ostante ch'ogni vostra esortazione à » me sia sommo comandamento) hò composto » questo picciolo libretto ; qual al presente mando » à la stampa sotto la protettione de la R. V. > per segno di gratitudine de' continui fauori che » si degna farmi. Piacciale dunque di gradire la » di lui picciolezza, et mè conseruare nella vo-» stra buona gratia : à la quale quanto più
* posso mi raccomando ; pregandole da Dio ogni » felicità, e contento. »
Nella Conclusione delVopera posta nel fine del presente trattatello così si legge : « Sappi (discreto » lettore) che quivi non hò posto tutte le regole
y particolari...... contuttociò se qualch'vno per
» gusto suo desiderasse saperle (tenendo cogni-» tione della lingua Spagnuola) potrà ad agio e » commodità sua vederle nelli XXii libri del-» 1' opera mia (che si stà stampando) intitolata » il Melopeo : spetialmente nel ii.j. e v. libro: » che ivi si tratta assai diffusamente sì di queste » come di molt' altre particolarità appartenenti » al Cantofermo. »
L' impressione del Melopeo erasi dunque intrapresa sino dall'anno 1009.
L'operetta si divide in due parti, la prima ha trentasette Capitoli, e la seconda parte n' ha quindici.
Chiti I>. Girolamo di Siena. Principij, e regole più necessarie per il Canto Gregoriano, diuisi in due Trattati e suoi Capitoli. Dedicati all' Ecc.mo o Rev.mo Sig. Don Francesco Mattei Canonico Fabriciere della Sacrosanta Archibasi-lica di S. Gio. Laterano. Manoscritto in 4° pie. autografo, di carte 22.
Contiene questo primo Trattato dieci ben lunghi Capitoli, il contenuto de'(piali non trascriviamo appunto perchè eccedono in prolissità. Ne cominciò il Chiti la compilazione del mese d'ottobre nell'anno 17ir» e vi die compimento al 20 febbraio 17iG, siccome di sua mano vedesi scritto nei principio e nel fine di questo manoscritto autografo. L' operetta ha termine colle seguenti pa-