
Fernanda Adamoli (1921-2009)
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La zia Fernanda fu molto legata al padre Federico, come lei ci ricordò tante volte. E fu proprio lei, la più piccola della famiglia, a soffrire maggiormente quando il genitore morì prematuramente nel 1946 a 59 anni, per un male incurabile. Le foto del periodo successivo alla morte del padre mostrano la 25enne Fernanda molto dimagrita, testimonianza della sofferenza che sta vivendo. Per farle superare il momento difficile viene mandata dalla famiglia a Silvi, dagli zii Umberto e Clarice dove trascorre un periodo di "calma e di spensieratezza assoluta". Il periodo trascorso a Silvi ha un benefico effetto sulla sua salute, ed al ritorno a Teramo la nipote scrive una lettera agli zii, per ringraziarli dell'ospitalità e del conforto ricevuto:
Teramo 21 ottobre 1946
Carissimi zii,
eccomi a Teramo, ma sono ancora tra voi spiritualmente. Le giornate passate a Silvi, giornate di calma e di spensieratezza assoluta, resteranno per me indimenticabili.
Soltanto da voi ho potuto trovare quel riposo, di cui avevo tanto bisogno, dopo un periodo così triste. Fra voi, sempre tanto premurosi e buoni con me, sono rinata. Partì una Fernanda pallida, dimagrita ed è tornata una Fernanda colorita ed irrobustita. Mamma, Dina e Concettina (Italia non l'ho trovata, perché partita poche ore prima per Ripe) hanno avuto un'ottima impressione. Stai proprio benissimo, hanno detto, finalmente rivediamo Fernanda di una volta. Tutto questo naturalmente per merito vostro e della cara signorina Irma, sempre troppo buona con me e tanto gentile. Non ho saputo dirvi a voce, né ora so farvi comprendere la mia infinita riconoscenza. Le parole a volta non dicono tutto, né riescono ad esprimere ciò che sentiamo nel più intimo del nostro animo. Di una cosa però potete essere certi, che vi voglio immensamente bene.
Si avvicina la sera. Vi sto scrivendo nella camera di Mamma. Il lumicino e l'immagine del Caro Babbo mi tengono compagnia.
Il mio pensiero corre a voi. Ricordo. La tavola è pronta e si cena. Riodo le vostre voci. - Mangia su, mangia ancora e poi bevi un pochino. Non disubbidire, perché altrimenti dovrai riconfessarti. - Si parla, si ride e poi.... in carrozza, signori, si parte.... E' bello fare un pisolino, prima di andare a letto. Le ore passano.... una battuta di mano. - Sveglia su, stiamo per arrivare. E' lo zio Umberto, la zia sorride e la signorina Irma dice: - Su, su a letto, che è tardi.
Un caro bacio ed abbraccio alla zia, allo zio e alla signorina Irma.
Buona notte a tutti ed arrivederci a domani.
Fernanda
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