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Episodi vissuti
Raccolti da G.A. Esengrini
Giulio Adamoli
Istituto Editoriale Cisalpino, 1929, pagine 329


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   CAPITOLO III _
   67
   Io non dirò del delirio di quei giorni. Da un capo all'altro della penisola, la voce che Garibaldi avesse nuovamente deciso di fare appello alla gioventù, corse in un baleno, pure ignorandosi ov'egli mirasse, come l'annunzio di buona novella. Lo si seguiva con ansia tormentosa. Abortito il tentativo di Sarnico, egli è a Belgirate, poi a Torino, infine a Caprera. A un tratto, ai primi di luglio, lo si sa sbarcato a Palermo : e di lì a pochi giorni, fra la meraviglia degli uni e la gioia degli altri, si legge sui giornali, che egli ha proclamato la crociata al grido fatidico di « O Roma o morte ! ».
   Avuto i passaporti mediante lo stratagemma di farmi scrivere, da amici in Sicilia, inviti e sollecitazioni ad assumere, nella mia qualità di ingegnere, appalti di ferrovie nell'isola, il 4 agosto l'amico Antonio Frigerio, Gaetano Talachini, ed io ci affrettammo a metterci in cammino.
   A Genova cercammo il Bellazzi, segretario di Garibaldi, persuasi di avere da lui schiarimenti sulla situazione, ma, purtroppo, ne sapeva meno di noi. La città formicolava di giovani desolati, ai quali l'autorità vietava di partire, e che speravano di deludere in qualche modo la vigilanza della polizia. Nessuno poi