a cura di Federico Adamoli


Addio a Gabriele Adamoli, l'anima schiva della "scuola teramana"
[6 febbraio 2026]

      Il 28 gennaio 2026 si è spento improvvisamente a Teramo (annuncio), all'età di 81 anni, Gabriele Adamoli, figura di spicco del panorama artistico locale, che Giammario Sgattoni definì come uno dei pittori più meritevoli della rinata "scuola teramana".
      Uomo dalla natura schiva e silenziosa, Adamoli coltivò fin dall’infanzia la passione per il disegno. Dopo il diploma di geometra, scelse la via dell'autodidatta, perfezionando la tecnica a olio sotto l’incoraggiamento dell'amico Alteo Tarantelli. Proprio frequentando lo studio di quest'ultimo, Adamoli affinò una sensibilità particolare per il paesaggio — capace di infondere una profonda pace in chi lo osserva — pur senza mai precludersi la sperimentazione di altri temi.
      Storico collaboratore del Liceo Artistico di Teramo, dove lavorò fino alla pensione, Adamoli fece del suo studio in via dei Mille un punto di riferimento culturale: per anni, quel luogo fu il crocevia di incontri tra amici e colleghi pittori. Sebbene tra gli anni Settanta e Ottanta avesse collezionato numerosi successi (vincendo oltre venti primi premi in vari concorsi), con il passare del tempo scelse di allontanarsi dai riflettori. Coerente con la sua indole riservata, si dedicò esclusivamente alla ricerca pittorica e ai quadri da studio.
      Per descriverne la caratura artistica, restano emblematiche le parole di Alteo Tarantelli: "Parlare di Adamoli è facile e difficile allo stesso tempo. Permeato di genuina poesia, è un pittore che soffre e gioisce insieme; vive nel profondo quella 'sofferenza-gioia' che consente l'amalgama capace di dare vita all'opera d'arte. Adamoli è un pittore vero: un uomo schivo che rifugge dai clamori contemporanei, preferendo far parlare le sue opere".

Gabriele Adamoli (1944-2026)

Gabriele Adamoli (1944-2026)




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