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Francesco De Pinedo
« — La macchina vola come un « dema » (spirito)! Avete sente tito quanto fracasso tiene nel ventre la macchina?...
« Il Savoia giaceva tranquillo nella baia di Merauke, proprio « accanto all'imbarcadero.
« — Guarda, Padre. Prima faceva tanto strepito, quando era « per aria, e ora sta zitta. Si vede che prima aveva fame e ora « ha mangiato....
« Con questa e altre sublimi riflessioni, i miei Kaia-Kaia « hanno fatto veramente festa all'idrovolante e ai due simpatici « aviatori.
« I quali aviatori sono arrivati all'improvviso, ma han trovato « immediatamente aiuto ed assistenza da per tutto.
« La sera, la casa comunale (chiamiamola così) dei Kaia-Kaia, « fu trasformata in una sala di ricevimento, con ghirlande, ban-« diere e bandierine tra cui spiccavano, e sembrava con una legit-« tinia punta di orgoglio, i colori italiani.
« Le decorazioni fatte in tutta fretta, poiché De Pinedo era « arrivato verso le tre del pomeriggio, riuscirono qualcosa di chic. « Anche il pranzo fu ben curato e non mancò né la giovialità, « né un concertino finale che aiutasse la digestione.
« Demmo il benvenuto al comandante De Pinedo e al suo « fedele Campanelli anche in nome dei cannibali e dei mozza-teste. « Io mi domando se i bravi aviatori han trovato in nessun'altra « parte accoglienza più entusiastica e più simpatica. I nostri indite geni non cessavano di contemplarli dalla testa ai piedi e di « fare interminabili fischi d'ammirazione.
a La mattina seguente si prese una fotografìa.
« Verso le dieci e mezzo giunse da Dobo il seguente tele-« gramma : — Tempo e vento favorevoli —.
« Gli aviatori prendono congedo rapidamente e cordialmente.
« Una folla immensa si ammassa verso le banchine per vedere « i due uomini straordinari che riprendono il volo. L'attesa è « febbrile.
« Il motore traballa, la macchina si scuote, l'acqua schizza « verso tutti i punti: gl'indigeni, esterrefatti dalla violenza di