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Un volo di 55.000 chilometri

Francesco De Pinedo
A. Mondadori Milano, 1927, pagine 287

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a cura di Federico Adamoli

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   tiri volo di 55.000 chilometri
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   dietro, ma che tale brutale costumanza era stata smessa per la propaganda della loro missione e l'intervento del governo Olandese; ciò nonostante qualche caso avveniva di tanto in tanto.
   Il missionario che si occupava di me mi raccontò che alcuni mesi prima aveva dovuto fare una escursione nell'interno con una carovana di indigeni, e che per disgrazia durante il viaggio un ragazzo di circa 14 anni era caduto da un albero ed era morto sul colpo. Ebbene, il giorno seguente il missionario si accorse con orrore che i componenti della carovana avevano nelle loro bisacce, come provvista di viaggio, vari pezzi del cadavere del povero disgraziato. Lo strano si era che, pur essendo questa gente in tale stato di abbrutimento, non era poi di qualità intellettuali deficienti, e alcuni ragazzi, che i missionari con molta cura ed amore educavano in una piccola scuola, si mostravano dotati di normale intelligenza.
   I Kaia Kaia, come le altre tribù della Nuova Guinea, possono praticamente ritenersi allo stadio di civiltà corrispondente all'età della pietra. Infatti non conoscono assolutamente il ferro e lavorano le loro piroghe col fuoco e con istrumenti di pietra. Le sole armi da essi usate sono le frecce, che lanciano con archi di bambù con grande abilità e a distanze assai forti. Sono fatte di una sottile canna con osso dentellato per punta, in modo che è difficile estrarle dal corpo che ne è stato colpito. Riescono con esse ad abbattere anche degli uccelli in volo. Accendono il fuoco per mezzo di una bacchetta di legno, che frullano assai rapidamente con le mani, tenendone una estremità contro terra su erbe secche. L'operazione è lunga e faticosa e per essa abbisognano tre uomini che si diano il cambio. Le varie tribù della Nuova Guinea vivono in continua guerra tra di loro, tanto che i villaggi sono tutti costruiti su palafitte, all'estremità superiore delle quali la sera vengono ritirate le scale nelle abitazioni, allo scopo di proteggersi da un proditorio attacco nemico durante il sonno. È opinione degli indigeni che il mangiare un uomo porta ad impadronirsi completamente delle sue qualità. Un uomo poi è tanto più stimato quante più teste ha tagliato, e quindi i guerrieri più maturi della tribù vanno a caccia di uomini di altre tribù per