XI
LUNGO LA PAPUASIA E LE MOLUCCHE
L'Australia, questa luminosa terra dal clima benefico, dalle genti ospitali, dalla vita gaia e sorridente, entrava ora nel regno dei ricordi. Una densa foschìa presto nascose alla mia vista le sue ultime isole.
La traversata dello Stretto di Torres, da Thursday Island a Merauke, era di appena 320 chilometri, ma la rotta si svolgeva su di un braccio di mare, deserto per i fondali incerti e per i numerosi banchi corallini che rendono pericolosa la navigazione.
Il cielo era coperto e tirava vento fresco da Sud-Est. Causa grandi ammassi di nuvole, la visibilità era molto ridotta. Sul mare non si vedeva alcun segno di vita. Dopo circa un'ora e mezzo avvistai la costa della Nuova Guinea o di Papua; una terra bassa dalla foltissima vegetazione. Immensi bassifondi si prolungavano dalla riva per parecchi chilometri al largo.
Seguendo la costa, alle 3 e 20 del pomeriggio, giunsi all'estuario del Merauke River, sulla cui riva sinistra sorge un piccolo villaggio.
Si vedevano dall'alto due o tre case dall'aspetto civile in un recinto che poi seppi essere della stazione radiotelegrafica. Qualche altra casetta lungo una strada, l'unica del villaggio, e poi tutte Capanne nascoste fra gli alberi. Intorno, a perdita di vista, ricche foreste dalle piante tropicali, ma non più un segno di vita limala.
Il sole brillava nel cielo; quel piccolo gruppetto di abitazioni così isolato dal mondo civile faceva uno strano effetto come di un lontano eremitaggio.