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Un volo di 55.000 chilometri

Francesco De Pinedo
A. Mondadori Milano, 1927, pagine 287

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   tiri volo di 55.000 chilometri
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   A Townsville il Console italiano ci accolse con grande effusione, ed a lui domandai informazioni sulla rimanente costa del Queensland che ci restava da percorrere.
   Mi interessava avere qualche notizia sugli aborigeni, di cui le ultime tribù abitano ancora le foreste del Nord Queensland e con i quali, sempre nella deprecata ipotesi di una discesa forzata, avremmo potuto eventualmente avere dei contatti.
   — Non c'è molto da fidarsi — mi disse il Console — poiché i pochi indigeni superstiti del Queensland, che è la regione la quale alberga i nuclei più importanti (in tutta l'Australia, noti, sembra che non oltrepassino i 20.000), sono disseminati nelle foreste, dove conducono vita miserabile e selvaggia, nutrendosi di radici e di vermi. Pochi esercitano la caccia e la pesca. Le persecuzioni e le umiliazioni cui questi aborigeni furono fatti segno per parte delle prime colonie di bianchi sbarcate in Australia, li hanno costretti ad appartarsi in località deserte ed inaccessibili, che non ne hanno certo migliorato le condizioni sociali. Eppure io ritengo che, forse più di altri popoli selvaggi, questa razza sarebbe suscettibile di notevoli ed anche interessanti progressi, date alcune sue caratteristiche fisiche che non hanno riscontro in altre regioni della terra, come la perfezione dei sensi dell'udito e dell'olfatto. Forse con un sapiente indirizzo ed una intelligente educazione si potrebbe ottenere da questa gente qualche notevole risultato, mettendo a contributo della scienza quelle straordinarie doti. Essi vivono in grotte o in piccole capanne fatte di rami fronzuti, o addirittura al riparo di uno schermo di foglie, spostabile secondo la direzione del sole o del vento. A causa della miseria sacrificano molti neonati alla morte, e ciò porterà presto alla sparizione completa di questa razza. Sono molto superstiziosi ed hanno cerimonie, danze e riti stranissimi. Uno dei riti ha luogo quando i ragazzi sono giudicati di età matura per acquistare il nome di uomini. Essi vengono portati sopra una specie di sacro monte dove, alla presenza degli anziani della tribù, vengono bendati e sottoposti ad esorcismi strani, tra danze e canti tumultuosi. Devono quindi subire il taglio dei capelli, una completa depilazione, lo strappo di due denti incisivi, la perforazione del setto nasale in