tiri volo di 55.000 chilometri
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di traffico per i numerosi « ferry boats » che assicuravamo il transito da una riva all'altra, estendendosi la città sulle due sponde. 11 vento non era in direzione favorevole, e mi recai flottando sotto vento per poter disporre di uno spazio bastevole per decollare. Ad un certo punto un « ferry boat » mi tagliò la rotta. Io avevo il vento in coda e non potevo governar bene. Pertanto feci un dietrofront per scansarlo. Il comandante del « ferry boat » intanto aveva fatto anche lui macchina indietro: girai allora di nuovo per passare, mentre il « ferry boat » rimetteva le macchine avanti e così avvenne l'inevitabile collisione. Sentii un crac, che ebbe un'eco sinistra nel mio cuore. Fortunatamente il mio apparecchio non subì danni seri: la prua ed il galleggiante sinistro avevano riportato una leggera ammaccatura. Sebbene le avarie richiedessero una riparazione, pure volli partire ugualmente per approfittare del tempo favorevole. Nonostante le insistenze degli astanti, fra cui il mio antico ufficiale che, ansioso e preoccupato, era accorso anche Ini con un motoscafo, rimisi in moto, e alle 9.40 ero in volo.
A causa degli strati molto densi di nuvole aumentai di quota sino a circa duemila metri, e tagliai su terra per evitare un temporale che minacciava la costa. Ma dopo un po' compresi che non era conveniente insistere nella direzione presa, e allora planai passando sotto le nuvole, abbassandomi fino a trenta metri dall'acqua, sotto violenti scrosci di pioggia e tra fortissimi sobbalzi dell'apparecchio. Ebbi per il resto del percorso una buona navigazione lungo le coste, ora non più tanto abitate, ma sempre ridenti e piene di buoni ripari per un eventuale ammaraggio di fortuna.
Alle 2.30 ero in vista di Rockhampton, e alle 13 ammarai nel Fitzroy River, presso una boa, su cui avevano innalzato la bandiera italiana e che era stata dietro mia richiesta appositamente preparata per il mio ormeggio; poiché, ora, per l'esperienza acquistata nel precedente viaggio e pei mimerosi inconvenienti avuti ammarando nei fiumi di forte corrente, richiedevo sempre alle autorità locali che si compiacessero di farmi trovare all'arrivo una boa per facilitarmi l'ormeggio.
A Rockhampton fummo cordialmente accolti dal sindaco e dalla popolazione, che non aveva mai veduto un idrovolante. Un