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— Monsignore, posso promettere la vostra clientela al successore di papà Martello?
— Sì, purché non metta dei funghi nei suoi pasticci; sai bene, — aggiunse il principe, — che i funghi del bosco di Vincennes 6ono mortali alla mia famiglia.
La Ramée uscì senza rilevare l'allusione, e, cinque minuti dopo, l'ufficiale di guardia entrò col pretesto di far onore al principe tenendogli compagnia, ma in realtà per adempiere agli ordini del cardinale, che, come abbiamo detto, raccomandava di non perdere di vista i prigionieri.
Ma durante i cinque minuti che era rimasto solo, il duca aveva avuto il tempo di rileggere il biglietto della aignora di Montbazon, il quale provava che i suoi amici non l'avevano dimenticato, e s'occupavano della sua liberazione. In qual modo? Egli non lo sapeva ancora, ma si riprometteva, qualunque fosse il suo mutismo, di far parlare Grimaud, nel quale egli aveva una fiducia tanto più grande in quanto egli si rendeva conto ora di tutta la sua condotta, e che comprendeva come non avesse inventato tutte le piccole persecuzioni di cui maltrattava il duca, se non per togliere ai guardiani qualunque sospetto che egli potesse intendersela con lui.
Quello stratagemma diede al duca un alto concetto dell'intelletto di Grimaud, al quale egli risolse di fidarsi interamente.
XXI.
Ciò che contenessero i pasticci del successore di papà Martello.
Mezz'ora dopo La Ramée rientrò allegro e beato come up. uomo che ha ben mangiato e sopratutto ben bevuto. Aveva trovato i pasticci eccellenti ed il vino delizioso.
Il tempo era bello e permetteva la partita progettata ; il giuoco della palla di Vincennes occupava un lungo spazio di terreno aperto da tutti i lati; riesciva quindi facilissimo ad duca di far ciò che gli aveva raccomandato Grimaud, vale a dire di mandare delle palle nelle fosse. Per altro, fintanto che non furono suonate le due ore, il duca non si fece vedere maldestro, poiché alle due ore avevano