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Così accadde che Fitu-Iva sfuggì perfino ad nn protettorato in comune, e il re Tulifau continuò ad amministrare la giustizia e ad applicare la legge nel palazzo costruito per lui da un commerciante di Sydney, con legno rosso di California. Tulifau era un re in ogni senso e in ogni istante. Tanti anni aveva e tanti aveva regnato, anzi era stato coronato re due mesi prima di nascere.
Era maestoso, di gran statura, e, senza essere eccessivamente grasso, pesava centosessanta chili. Questa era però una caratteristica non di lui solo. Sepeli, sua moglie, era alta quasi due metri e pesava centotrenta chili, e il fratello di lei, Uiliami, che comandava l'esercito, negli intervalli in cui Pi dimetteva da primo ministro, la sorpassava di un pollice e pesava venticinque chili di più.
Tulifau era un'anima allegra, festeggiatore e bevitore. E tutti i suoi sudditi erano gente allegra, fuorché nell'ira però, perchè allora potevano rendersi colpevoli di gravi cose contro quelli che li contrariavano. Pure all'occasione sapevano combattere valorosamente, come lo seppero a loro spese i commercianti di legno di sandalo e i mercanti di schiavi.