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Un Figlio del Sole

Jack London
Bietti Milano, 1931, pagine 316

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   JACK LONDON '
   Grief, contentissimo, disse;
   ¦— Benissimo. Cominciamo.
   Deacon rimase di sasso, pel fatto che un commerciante di Goboto non si spaventasse di simili poste al giuoco.
   — Voi contate le scope? r— domandò Grief.
   — Ah, no; quello è un giuocare da sciocchi.
   — Meglio, — ribattè Grief. — Il giuocare da sciocchi non piace neanche a me. Anzi, sentite; sapete cosa dobbiamo fare? Dobbiamo giuocare di cinquecento sterline.
   Deacon rimase ancor più stupefatto.
   — Carte e spade per primo, poi il grande e il piccolo casino, e poi gli assi come al « bridge » ; va bene ?
   — Mi pare che voi tutti amiate la burla, — disse Deacon ridendo forzatamente. — Che ne so io che voi abbiate il danaro?
   — Lo dimostriamo come potete dimostrarlo voi. Mac, come è il mio credito presso la società?
   — Per tutto quello che volete, — rispose il gerente.
   — Ve ne fate garante voi? :— domandò Deacon.
   — Ben inteso, disse Mac Murtrey. — Po-