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JACK LONDON '
Grief, contentissimo, disse;
¦— Benissimo. Cominciamo.
Deacon rimase di sasso, pel fatto che un commerciante di Goboto non si spaventasse di simili poste al giuoco.
— Voi contate le scope? r— domandò Grief.
— Ah, no; quello è un giuocare da sciocchi.
— Meglio, — ribattè Grief. — Il giuocare da sciocchi non piace neanche a me. Anzi, sentite; sapete cosa dobbiamo fare? Dobbiamo giuocare di cinquecento sterline.
Deacon rimase ancor più stupefatto.
— Carte e spade per primo, poi il grande e il piccolo casino, e poi gli assi come al « bridge » ; va bene ?
— Mi pare che voi tutti amiate la burla, — disse Deacon ridendo forzatamente. — Che ne so io che voi abbiate il danaro?
— Lo dimostriamo come potete dimostrarlo voi. Mac, come è il mio credito presso la società?
— Per tutto quello che volete, — rispose il gerente.
— Ve ne fate garante voi? :— domandò Deacon.
— Ben inteso, disse Mac Murtrey. — Po-