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Un Figlio del Sole

Jack London
Bietti Milano, 1931, pagine 316

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   t'N FIGLIO ftEL SOLE
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   — No, grazie, — rispose il meticcio. — Sono aspettato per un « bridge ».
   — Venite, finalmente, — disse soddisfatto Eddy Little. — Venite, Peter, e cominciamo.
   — Aver paura di un giuochetto come il casino, — disse Deacon. — Avete paura di perdere troppo. Giuocheremo eli soldi, se volete.
   . Il linguaggio di costui era offensivo per tutti. Mac Murtrey ne era urtatissimo.
   — Fatela finita, Deacon. Dice che non vuol giuocare, lasciatelo dunque in pace.
   Deacon si rivolse, acceso, al suo ospite, ma prima che parlasse, Grief gli disse:
   — Vorrei giuocare a casino con voi.
   — Ne sapete qualche cosa?
   — Non molto, ma sono disposto a imparare.
   — Bene, questa sera non sono io disposto ad insegnare per dei soldoni.
   — Oh, quello non mi mette timore, — rispose Grief. — Io giuoco per qualunque somma, somma ragionevole, certamente.
   Deacon si dispose a sbarazzarsi dell'intruso in fretta.
   — Se vi accomoda, io non giuoco che di cento sterline.