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Un Figlio del Sole

Jack London
Bietti Milano, 1931, pagine 316

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   un figlio del Sole
   215
   modo. Ho perduto quindici sterline. 0 raddoppio la perdita o facciamo pari.
   Mac Murtrey stava per intromettersi, ma Grief gli fece cenno di calma.
   — Se è così che desiderate, vada, — disse Peter Gee, raccogliendo le carte. — Tocca a me, credo. Dunque dicevate che giuo-chiamo di quindici sterline; o voi me le darete, o saremo pari. — Proprio così, giovincello.
   — Vi accanite, eh? — osservò Grief avvicinando una sedia.
   Gli altri si misero intorno alla tavola, e Deacon giuoco di nuovo con avversa fortuna... Pur essendo evidente che era un buon giuocatore, le carte gli erano positivamente contrarie, come era evidente che non sapeva far buon viso ad avversa fortuna. Bestemmiava volgarmente, e inveiva contro l'imperturbabile meticcio. Peter Gee contò, e vide che aveva vinto, mentre Deacon lo guardava muto con aria feroce e provocante.
   — Vincita completa, a quanto pare, — 'disse Grief.
   — Quindi mi dovete trenta sterline, — disse Peter.
   — C'è forse bisogno che me lo diciate? ~~ ribattè Deacon. — Ho studiato l'aritme-