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Un Figlio del Sole

Jack London
Bietti Milano, 1931, pagine 316

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   JACK LON0ÓN
   tagione. Ha una lettera di credito di diecimila sterline presso la società. Il fatto di essere australiano bianchissimo, e figlio di un procuratore generale della repubblica gli ha dato alla testa e non fa che ringhiare a tutto. Si accanisce contro Peter, che è una così buona pasta. Dopo tutto, io non mi sono impegnato a far la guardia ai ragazzacci. Avanti, Grief, versatevi da bere, e lasciamo bollire quell'importuno.
   — Forse non è che molto giovane, — interpose Grief.
   — E' evidente che non sa portare quel che beve. Se però osa alzare una mano su Peter, guai a lui, gli do una strigliata corno gli conviene.
   Il commerciante di perle fece il conto dei punti e annunciò che aveva vinto: era la terza volta. Si rivolse a Eddy Little e gli disse :
   ¦— Adesso sono pronto per il « bridge ».
   — Mi vergognerei di cessare dopo aver vinto, — disse Deacon sprezzantemente.
   — Oh, insomma sono stanco, — disse Peter colla sua solita calma.
   — E invece dovete giuocare, — disse imperiosamente Deacon. — Ancora una partita. Non potete tenervi il danaro in quel