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Un Figlio del Sole

Jack London
Bietti Milano, 1931, pagine 316

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   UN FIGLIO DEL SOLE _
   211
   sa mostrare di saperne di più che del suono
   delle ancore.
   Così, malgrado se stesso, Peter Gee fu trascinato a fare una partita che sapeva sarebbe andata male.
   — Un giro solo, — disse, mentre mescolava.
   — Per quanto? — domandò Deacon.
   Peter Gee fece spallucce.
   — Come volete.
   — Fino a cento, cinque sterline per partita?
   Peter Gee acconsentì.
   — Col doppio marcio, naturalmente dieci sterline?
   — Va bene, — rispose Peter Gee.
   'Ad un'altra tavola quattro degli altri giuocavano a « bridge ». Il capitano Stapler, che non giuocava a carte, stava a vedere e riempiva i lunghi bicchieri di whisky, alla destra di ognuno. Mac Murtrey, con malcelata apprensione, osservava come si svolgeva la giuocata a picchetto. Anche gli altri inglesi erano evidentemente urtati dalla condotta dell'australiano, e presentivano qualche atto scorretto da parte sua. Sentivano che egli aveva del livore col meticcio e che un esplosione poteva venire ad ogni istante.