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Un Figlio del Sole

Jack London
Bietti Milano, 1931, pagine 316

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   UN FIGLIO DEL SOLE 209
   l'àncora or ora. Dopo giuocherò a picchetto
   a
   con voi.
   — Preferirei giuocare a « bridge », — rispose Peter. — Circa poi il riconoscere il bastimento c'è da dire questo: dal suono si capisce che è un'imbarcazione piuttosto piccola, non a vari alberi. Niente fischio, niente sirena, non si è sentito segnale; di nuovo un'imbarcazione piccola. Si è ancorato vicino; altro indice che la nave è piccola, perchè i vapori e le grandi navi devono ancorarsi in acqua alta. L'entrata nel porto è tortuosa. Non c'è nessuno che osi affrontare il passaggio dopo l'oscurità. Meno che tutti un estraneo. Non c'erano che due eccezioni. La prima era Margonville, uno che fu condannato a morte dall'Alta Corte a Fiji. L'altra eccezione è Davide Grief. Egli affronta a qualunque ora il passaggio. Tutti lo sanno. Potrebbe anche darsi che fosse qualche giovane e audace navigatore. Io non ne conosco di simili, prima di tutto, e secondariamente Grief si trova in queste acque, sul « Gunga », che da qui deve andare a Karo-Karo. Ho parlato con Grief, sul « Gunga », al Passaggio Sandfly, avant'ieri. Stava lasciando scendere un commerciante in una nuova stazione. Mi disse che passava prima a Babo e poi
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