Stai consultando: 'Un Figlio del Sole ', Jack London

   

Pagina (204/320)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina      Pagina


Pagina (204/320)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina




Un Figlio del Sole

Jack London
Bietti Milano, 1931, pagine 316

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

Aderisci al progetto!

   
[Progetto OCR]




[ Testo della pagina elaborato con OCR ]

   204
   JACK LONDON '
   
   mo di forte costituzione, e resistette sette anni. La sua volontà ultima fu rispettata dai suoi impiegati, i quali lo misero in un barile di rum (pagato coi loro stipendi) e lo rispedirono così ai suoi in Inghilterra.
   Malgrado tutto, a Goboto, si sforzavano di fare i gentiluomini. Perciò, anche se non tutto era in stile, essi posavano a gentiluomini. La prima delle regole di tale posa era che i visitatori portassero pantaloni e scarpe. I calzoncini, i pepli e le gambe nude non erano tollerati. Quando il capitano Jensen, il più selvaggio degli incettatori, si permise di comparire in calzoni corti e maglia, con due rivoltelle in cintura e un coltello, con fodero, fu fermato sulla riva. Ciò accadde proprio all'epoca di Johnny Bassett, che in fatto di etichetta era rigido. Il capitano Jensen dichiarò che non esistevano calzoni lunghi sulla sua goletta; e chiese categoricamente di discendere lo stesso. Gli abitanti di Goboto lo curarono di un foro di proiettile che aveva in una spalla, e gli chiesero scusa di aver dovuto constatare che a bordo non c'erano proprio calzoni lunghi, ma, il primo giorno che egli si alzò, Johnny Bassett, gentile ma irremovibile, gli fece mettere un paio di calzoni suoi. Così fu stabilito il preceden-