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Un Figlio del Sole

Jack London
Bietti Milano, 1931, pagine 316

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   JACK LONDON '
   — Conchiglie grosse. — Hall rispose. — Noi lavoriamo adesso a circa 20 metri. Proprio qui a poca distanza. Desiderate venire?
   Mezza giornata Grief la passò ai battelli, poi fece colazione nel bungalow. Nel pome=-riggio egli si riposò nel grande salotto, leggendo un po' e conversando mezz'ora colla signora Hall. Dopo pranzo giuoco al bigliar-do col marito. Grief non aveva mai visto prima Swithin Hall, ma per caso aveva sentito parlare della sua abilità al giuoco del bi-gliardo. Ma colui con cui Grief giuoco non dimostrò nessuna destrezza al giuoco. Sua moglie invece trattava la stecca molto meglio.
   Allorché Grief tornò a bordo dello « Zio Toby », fece alzare Jackie. Gli descrisse la posizione delle baracche e disse al pilota di andarvi piano piano a nuoto e di parlare coi Kanaki. Da lì a due ore, Jackie era già di ritorno. Scuoteva la testa mentre si spremeva gli abiti sgocciolanti.
   — Strane cose, — riferì. — Un bianco fu là sempre. Aveva con sè un gran fucile. Stava nell'acqua in agguato. Potevano essere le dodici; ne venne un altro e prese il fucile. Il primo andò a letto. L'altro rimase col fucile. Niente di buono. Non potei parlare coi Kanaki. E sono tornato