UN FIGLIO DEL SOLE _
189
mentre si abbassava a collocare il remo, gli fece un cenno lento ed espressivo. La faccia gli parve familiare, uno dei mille e mille marinai indigeni che aveva conosciuto nelle isolo in cui commerciava.
— Non dite loro chi sono, — disse Grief, in Tahitiano. — Avete navigato per me?
L'uomo rispose affermativamente, ed aprì la bocca per parlare, ma prima che potesse articolare una parola, Watson gli gridò un selvaggio « zitto ».
— Domando scusa, — disse Grief. — Se avessi saputo che era proibito, non avrei parlato.
— Niente di male, — disse Hall interponendosi. — Il male è che si chiacchiera troppo e non si lavora abbastanza. Dobbiamo essere rigorosi con loro, altrimenti non riuscirebbero a cavare abbastanza conchiglie da pagare il loro cibo.
Grief annuì in segno d'approvazione. — Li conosco. Io stesso ho una ciurma... dei veri ignavi. Bisogna trattarli come bestie se si vuol cavarne il lavoro di mezza giornata in una.
— Cosa gli stavate dicendo? — Gorman si intromise bruscamente.
— Gli domandavo come sono le conchiglie e a che profondità si tuffano.