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Un Figlio del Sole

Jack London
Bietti Milano, 1931, pagine 316

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   UN FIGLIO DEL SOLE _ 187
   sima vernice di dolcezza, ma è rozzo come una grattugia. E' un gabbatore lisciato. E i due individui che ha intorno, che si chiamano Watson e Gorman e che apparvero quando già ve ne eravate andato, sono dei veri cani di mare, di mezza età, segnati da cicatrici, grossolani e ripugnanti; brutta gente, con tanto di pistola alla cintura, che mi fanno l'effetto di essere in degni rapporti di intimità con Swithin Hall. La donna invece è una signora. Sul serio. Conosce una gran parte del sud America, della Cina, anche. Sono sicuro che è spagnuola, benché il suo inglese sia spontaneo. Ha viaggiato. Abbiamo parlato di corse di tori. Lei le ha viste a Guayaquil, nel Messico, a Siviglia. Se ne intende assai di pelli di foca. Una circostanza sospetta. Essa sa la musica. Le chiesi se suona. Come va che non c'è piano, in una casa che non ha nulla da invidiare a un palazzo? Poi, siccome essa è intelligente e vivace, egli la sorveglia continuamente quando parla. Lo si vede sulle spine, e interrompe continuamente e svia la conversazione. Voi avete mai sentito dire che Swithin Hall fosse ammogliato ?
   — Davvero non so, — rispose il pilota. — Non mi venne mai in mente di pensare a ciò..